ASCOLI PICENO – Circa un mese fa, un uomo già noto alle Forze dell’Ordine aveva reagito a un intervento dei Carabinieri, aggredendoli a calci e pugni per poi sferrare coltellate. Fermato con un taser, è stato prima ricoverato presso una struttura sanitaria, poi portato in una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – REMS nella mattinata del 13 settembre.

Segue il comunicato dei Carabinieri di Ascoli:

«Nella mattinata del 13 settembre 2022, i Carabinieri della Stazione di Ascoli Piceno, su disposizione della Procura, hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura di sicurezza provvisoria disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Ascoli Piceno, nei confronti del cittadino marocchino che, a metà agosto, reagendo con ferocia ai militari che dovevano eseguire un altro provvedimento del Tribunale, si era scagliato contro di loro, prima colpendoli con calci e pugni per poi sferrare, con un coltello acuminato, ripetuti fendenti tanto da rendere necessario l’utilizzo della pistola “TASER” (dispositivo classificato come “arma non letale” che fa uso di impulsi elettrici per impedire i movimenti del soggetto colpito facendone contrarre i muscoli) per fermarlo e metterlo in condizioni da non nuocere a se stesso ed agli altri.

La misura di sicurezza, provvedimento limitativo della libertà personale previsto dal nostro sistema penale per soggetti ritenuti socialmente pericolosi, è stata proposta dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno ed è stata pienamente condivisa dal G.I.P. del locale Tribunale.

L’uomo, infatti, era già ben noto sul territorio per diverse intemperanze e comportamenti aggressivi che avevano più volte richiesto l’intervento dei Carabinieri e della Polizia di Stato.

Il cittadino marocchino, che dall’episodio di agosto era ricoverato presso una struttura sanitaria della provincia, è stato condotto presso una Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – REMS, struttura sanitaria di accoglienza per gli autori di reato affetti da disturbi mentali e ritenuti socialmente pericolosi».

 

 


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