ASCOLI PICENO – Relluce, infortunio sul lavoro. Picenambiente sanziona il lavoratore infortunato con 10 giorni di sospensione. L’organizzazione sindacale Ugl si dice basita: “Ingiustificabile scaricare la colpa sul lavoratore”. Segue il comunicato:

«La sicurezza sul lavoro prevede responsabilità per Azienda e lavoratore, ognuno per la sua parte. Ma è l’Azienda che ha il compito primario della tenuta del quadro complessivo, da cui dipende l’abbattimento del rischio. Le condizioni a dir poco difficili, del quadro strutturale di Relluce in termini di rischio, è cosa risaputa; da impianto TMB a Pala Meccanica; si può discutere sul come e sul perché di una operazione, ma attuare provvedimenti disciplinari, scaricando sul lavoratore la responsabilità dell’accaduto è atto del tutto inaccettabile; è fuori dal contesto e nega il quadro complessivo di rischio lavorativo di Relluce. La UGL ha decine di battaglie per sicurezza chimica, Ambientale, Infortunistica su Relluce per Impianti, mezzi e loro condizioni strutturali; la cui soluzione passa solo da una radicale rigenerazione impiantistica e tecnologica.

Il provvedimento disciplinare emesso da Picenambiente nei confronti del lavoratore, infortunatosi nell’agosto scorso a Relluce, di 10 giorni di sospensione, lascia basiti; l’Azienda si assolve e scarica sul lavoratore la responsabilità dell’accaduto; la vittima la si fa carnefice. È opportuno ristabilire la verità e rimettere le cose al loro posto; guai se passasse la narrazione che gli infortuni sul lavoro avvengono per colpa dei lavoratori e non per l’assenza di ampie e cogenti misure di sicurezza che presuppongono investimenti, impianti tecnologici non obsoleti e mezzi adeguati.

Sul TMB di Relluce c’è aperta una diatriba tra Picenambiente, Regione Marche ed ATA su come intervenire radicalmente e soprattutto su chi paga l’intervento straordinario. La UGL ritiene non accettabile che a pagare l’attuale emergenza venga chiamata la parte più debole, i lavoratori, con condizioni difficili di lavoro, rischi crescenti e sanzioni disciplinari».


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