ASCOLI PICENO – Un buon numero di persone era presente oggi, 3 maggio, al corteo organizzato dal Collettivo Caciara nella città delle Cento Torri.
Una manifestazione antifascista partita da piazza Cecco d’Ascoli a Porta Roma, proseguita per via Dino Angelini e del Trivio per giungere in piazza Ventidio Basso.
Rappresentanti dell’Anpi, Cgil, e della politica ascolana e limitrofa fra i presenti, anche molti giovani e studenti.
Dal punto di vista dell’ordine pubblico tutto è filato liscio grazie anche alla presenza delle pattuglie di Polizia di Stato e Carabinieri che hanno vigilato sul corteo.
Tutto questo in merito a quello che è accaduto il 25 aprile ad Ascoli dopo che la titolare del panificio ‘L’assalto ai forni’, Lorenza Roiati, aveva affisso lo striscione “Buono come il pane, bello come l’antifascismo” ed era stata identificata da Polizia di Stato e Locale. Un video girato dall’imprenditrice durante gli accertamenti dei Vigili in borghese è diventato virale in tutta Italia.
La stessa Lorenza Roiati ha parlato in piazza Ventidio Basso: “Non voglio rubare la scena a questa piazza meravigliosa, perché la scena è tutta vostra, delle antifasciste e degli antifascisti che sono qui. Il 25 aprile ad Ascoli è successo qualcosa di rilevante. Un video girato da una comune cittadina in poche ore ha fatto una decina di migliaia di visualizzazioni in tutta Italia ed è stato ripreso da moltissimi media nazionali. E questo significa che qualcosa di rilevante è accaduto. A volte una cosa piccola ci fa capire la direzione che la realtà sta prendendo molto più delle cose immense e spaventose che ci paralizzano. In questo momento si voglia indebolire il dissenso con gesti plateali rivolti a persone e gruppi già marginalizzati, come i migranti, le persone povere, gli attivisti, tutti coloro che sono colpiti dai decreti sicurezza. E’ accaduto un fatto piccolo che però racconta di come i nostri governanti si comportano in un clima di crescente tensione, in una società minacciata dal disastro ecologico e che viene preparata al riarmo europeo mentre assistiamo inermi allo sterminio per fame del popolo palestinese dove la guerra viene normalizzata nel dibattito quotidiano.Mentre l’antifascismo ci ricorda che il nostro paese si risollevò dallo sfacelo della guerra e della dittatura dicendo mai più ingiustizie sociali, mai più disparità di classe, mai più guerre. Ricordiamo anche il silenzio dell’amministrazione comunale di Ascoli Piceno, compatto e politico che ha cercato di farmi sentire isolata dal resto della città. Non ci sono riusciti. Non vogliamo giudicare il comportamento degli agenti, che eseguono ordini che vengono impartiti dall’alto, ma vogliamo capire da dove sono arrivati questi ordini. Comunque mi dissocio dalla violenza e dal linguaggio violento dei Social ed esprimo solidarietà a chi ne è stato colpito. Ma i violenti non siamo sicuramente noi che appendiamo striscioni di esultanza festosa in un giorno di festa nazionale, nemmeno i ragazzi e le ragazze del collettivo Caciara che hanno scelto di fare opposizione politica con uno striscione a Colle San Marco”.
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