ASCOLI PICENO – Di qualche giorno fa la notizia dell’acquisto del Monticelli, squadra ascolana che milita nel campionato di Promozione Girone B, del classe ’89 Giuseppe Bellusci. Il difensore originario di Trebisacce, ma ascolano di adozione, che vanta una lunga carriera nei pro.

 

Il calcio, visto da fuori, sembra una fabbrica di sogni e ricchezza eterna, ma quando i riflettori si spengono, non per tutti c’è un tappeto rosso. È la storia di Giuseppe Bellusci, difensore con una carriera solida tra Serie A, Serie B come abbiamo raccontato e l’esperienza internazionale al Leeds United, ha scelto di raccontarsi senza filtri ai microfoni di @arena_sportium.fun.

La sua è una testimonianza che scuote il mondo del pallone: oggi gioca nel Monticelli,  ma la sua quotidianità è lontana anni luce dai privilegi del passato. Nel weekend fa il cameriere e durante la settimana cerca attivamente un lavoro a tempo pieno.

LA CARRIERA. Bellusci ha mosso primi passi nel settore giovanile dell’Ascoli per poi esordire in serie A nel 2006,  poi il passaggio al  Catania tanti anni  nel massimo campionato prima di sbarcare nel campionato inglese dove ha indossato la maglia del Leeds, successivamente il ritorno in Italia dove milita tra A e B con Empoli e  Palermo, per poi essere protagonista nel Monza di Berlusconi e Galliani. Il ritorno ad Ascoli in B fino alla stagione 2023/24,  poi nelle ultime due stagioni lascia il mondo del professionismo scendendo in D con il Recanatese, il Trodica in Eccellenza e infine approda a Monticelli in Promozione.

Dichiarazioni che fanno riflettere sul mondo del calcio

Sul “Sistema” e il denaro

“Potevo guadagnare molto di più nella mia carriera, avrei potuto avere il portafoglio molto più gonfio. Ma non mi sono mai piegato al ‘sistema’, non ho mai accettato compromessi o dinamiche che non mi appartenevano. Ho sempre voluto camminare a testa alta.”

“Non mi sono piegato al sistema”

Il racconto di Bellusci non è un lamento, ma un atto d’orgoglio. L’ex centrale spiega come la sua situazione attuale sia figlia di scelte precise e, forse, scomode.

“Non mi sono mai piegato al ‘sistema’. Non ho guadagnato quanto avrei potuto,” ha dichiarato apertamente.

Parole che lasciano intendere un calcio fatto di compromessi a cui lui ha preferito dire di no, pagando il prezzo di una carriera meno remunerativa rispetto al suo valore tecnico, ma più coerente con i suoi principi morali.

Una nuova vita tra campo e lavoro

Dopo aver calcato i campi della Premier League e aver affrontato i migliori attaccanti d’Italia, Bellusci affronta oggi la sfida più difficile: quella del quotidiano.

Molti mi chiedono come faccia, dopo aver giocato in Serie A e nel Leeds, a fare quello che faccio oggi. La risposta è semplice: sono orgoglioso di andare avanti con le mie sole forze. Non devo dire grazie a nessuno se non a me stesso. La dignità non ha prezzo e io oggi sono un uomo libero. Non mi vergogno di servire ai tavoli o di cercare un lavoro comune. La vita è questa, il calcio è una parentesi, ma i valori che ti porti dietro sono quelli che restano quando i riflettori si spengono. Oggi sono felice così, nella mia umiltà.”


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