ASCOLI PICENO – Si è svolta questa mattina, 10 ottobre, la conferenza stampa del gruppo provinciale delle Donne Democratiche di Ascoli Piceno, convocata davanti la palazzina dei servizi sanitari di via Marcello Federici ad Ascoli.

Alla presenza di un nutrito gruppo di militanti di tante parti della Provincia, la portavoce Valentina Bellini ha esordito annunciando la ripresa dell’attività del movimento: “Dopo l’estate riprendiamo la nostra attività politica, convinte come sempre che se si mettono al centro della comunità le necessità e i servizi per le donne si migliora la vita di tutti e tutte. E cambiare la vita delle persone e renderla più degna è il compito principale della nostra politica. Ecco perché ci incontriamo davanti alle sede del Consultorio familiare, un servizio fino a pochi anni fa molto efficiente, in grado di affrontare e spesso risolvere tanti problemi della quotidianità delle persone, del tutto in linea con la Legge 405 del 1975 che appunto istituiva i Consultori familiari”.

Ad illustrare il tema interviene la Consigliera Comunale di Ascoli Manuela Marcucci, presente insieme alla collega Tatiana Traini:  “Oggi  il Consultorio familiare ad Ascoli versa in condizioni di difficoltà nel dare le stesse risposte a richieste sempre più numerose e pressanti. Ecco alcune criticità. In servizio ci sono 2 ostetriche; un’altra viene da San Benedetto due volte la settimana per fare corsi di accompagnamento alla nascita o assistenza ambulatoriale alla dottoressa presente; non c’è più il servizio delle visite domiciliari post partum, servizio che peraltro alleggerirebbe le presenze del Pronto soccorso; fortemente penalizzato, sempre per mancanza di operatori, il servizio di prevenzione per i tumori del collo dell’utero. Del resto, a fronte di un esito positivo allo screening  le donne non riescono ad avere la visita di controllo se non dopo  due o tre mesi; ecco che chi se lo può permettere si rivolge al privato e le altre possono solo affidarsi al destino. Non va meglio ai servizi socio sanitari previsti nella legge: attualmente operano 3 psicologhe e un solo assistente sociale. Fino a 4/5 anni fa erano in servizio anche un pedagogista, una sociologa , due  assistenti sociali, il pediatra. Molto complicato, dunque, fare prevenzione e intercettare il disagio nei giovani, nelle giovani famiglie, tra gli immigrati. Se a questo aggiungiamo la mancanza del Direttore del servizio – che  definisce le necessità in termini di risorse e personale e organizza il servizio- abbiamo perfettamente idea del rischio di smantellamento di un servizio pubblico socio sanitario di prossimità”.

Alla conferenza erano presenti molte donne del territorio: la Sindaca di Castorano Rossana Cicconi, le segretarie dei circoli Pd di San Benedetto, Elisa Marzetti, e di Castel di Lama, Rita Di Buò.

“Anche a Castel di Lama – afferma quest’ultima – assistiamo con grande preoccupazione a un progressivo impoverimento dei servizi del consultorio familiare. Per anni questo presidio è stato un punto di riferimento fondamentale per la salute, la prevenzione e il sostegno alle donne”.


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