ASCOLI PICENO – Polemiche e sanità, accoppiata poco vincente.“Di fronte ad un’infinità di manovre che hanno tagliato oltre il 30% del fondo sanitario nazionale, non salviamo la sanità pubblica ricorrendo alle lotte di campanile”. Questa l’apertura della nota di Cgil Ascoli Piceno, a firma del segretario generale Fp Cgil Francesco Neroni, inviata alla stampa dopo le dichiarazioni effettuate precedentemente dalla Cisl in merito alla notizia che la Commissione incaricata di elaborare la graduatoria per la mobilità di trenta infermieri, da impiegare all‘Ospedale Mazzoni, è composta da dirigenti della Sanità di San Benedetto del Tronto.

“Non comprendiamo le dichiarazioni della Cisl che polemizza con la direzione di spostare il baricentro verso San Benedetto rispetto al capoluogo Ascoli. Forse la Cisl non si è accorta che i tagli stanno mettendo in ginocchio la sanità pubblica. È contro queste manovre che dovremmo lottare, non alimentando sul territorio la “guerra dei poveri. Stupisce che Cipollini ha solo l’occhio rivolto verso Ascoli e non si è accorto che a San Benedetto mancano all’appello ben 51 posti letti (meno 10 posti letto Otorino, 25 della Geriatria, 8 della Pediatria, 8 dall’accorpamento della cardiologia alla Murg)”.

La polemica del segretario generale, facendo la conta di quella che è la situazione reale, punta il dito contro le nuove decisioni messe in atto: “Cancellati 51 posti letto per acuti (nessun ospedale nelle Marche ha subito un taglio di questa portata). Oltre a meno 35 infermieri, 12 Oss e 15 tra; tecnici di radiologia, laboratorio, fisioterapisti, educatori. Un’attività di sala operatoria ridotta ai minimi storici (solo 2 sedute al giorno) e liste lunghe mesi, la rianimazione che da due anni e mezzo è confinata in ambienti inadatti, la radiologia con tecnologie guaste e mai riparate o sostituite un parco ambulanze vecchie e obsolete. Non è utile alimentare divisioni e polemiche (per questo basta la politica), non si fa gli interessi né dei lavoratori e tanto meno dei cittadini”.

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