ASCOLI PICENO – Con gli ultimi arrivi dal calciomercato presentati ieri al ‘Città di Ascoli’, il difensore Riccardo De Sanctis e il portiere Marcel De Bellis, si può tracciare un bilancio del lavoro svolto nel mese appena trascorso dalla dirigenza bianconera. Un lavoro ampiamente positivo il cui protagonista assoluto è stato il ds Paolo De Matteis, alla sola terza esperienza da responsabile del mercato ma che ha già fatto vedere di possedere le capacità giuste di un manager. Intervenuto a ‘Tutti allo Stadio‘, trasmissione di RadioAscoli, ha fatto un riassunto di tutto quello che è successo all’AtaHotel Executive di Milano.

Direttore, sveliamo il ‘backstage’ di tutte le trattative.

“Il mercato è partito con le partenze di Guarna e Giallombardo. Due giocatori che non erano più, per motivi diversi, in sintonia con l’ambiente. Per il primo, poi, non c’erano più i presupposti per continuare ed abbiamo colto al volo l’offerta giunta dallo Spezia. Sapevamo, infatti, di poter contare su un secondo come Maurantonio, buon giocatore ma anche ottima persona. Per sostituirlo avevamo pensato a Nocchi, ma la Juve Stabia ha posto il veto. Così, anche grazie alla lunga amicizia con il tecnico del Toro Giampiero Ventura, è nata la trattativa per Gomis, aiutata anche dalla mediazione di Coppola che ha parlato molto bene di noi. Per Giallombardo, infine, abbiamo trovato l’accordo per uno scambio, decidendo di dare un’altra opportunità a Montalto. L’abbiamo rimpiazzato con Legittimo, difensore che si può adattare anche alla difesa a tre e che ha sempre giocato a Lecce. Arriva in prestito secco, poi a fine anno si vedrà”.

Per la sostituzione di Guarna quanto ha pesato la grande prestazione di Maurantonio a Bari?

“Diciamo che ci ha un pò scombussolato i piani… Noi stavamo cercando un portiere che potesse fare anche il titolare, giovane, ma su cui si poteva investire per il futuro. Nessuno, forse neanche lui dopo diverso tempo in panchina, si aspettava una gara del genere. Questo ci ha dato più sicurezza nel puntare su un giovane”.

Parliamo, invece, della trattative sfumate. Ricchiuti, Viola, ma soprattutto Riverola.

Ricchiuti lo volevamo anche perché poteva ricoprire più ruoli: dalla seconda punta al trequartista o mezz’ala offensiva. Inoltre aveva esperienza e personalità che non guastavano. Tuttavia avrebbe tolto spazio ai nostri giovani che tanto bene stanno facendo. Discorso simile per Viola, che il Palermo ci ha offerto negli ultimi minuti. Avrebbe compromesso certi equilibri. Riverola, invece, era la nostra ciliegina sulla torta: un ragazzo di grande classe e prospettiva, scuola Barcellona, che avremmo voluto regalare ai tifosi e anche un pò a noi. L’affare alle 18,50 era fatto. Tutti erano d’accordo, compreso il giocatore che siamo riusciti a convincere nonostante all’inizio non volesse accettare la B. C’era anche la promessa per il riscatto della metà. Poi la trattativa parallela del Genoa con Rigoni ha liberato un posto al Sion e l’affare è sfumato”.

Avete pensato anche per il dopo Zaza?

“Volevamo pescare qualche giovane dalla Lega Pro, ma poi abbiamo capito che sostituire uno come Simone oggi è quasi impossibile“.

A proposito di impossibile, anche su Chiricò avete fatto l’ennesimo tentativo.

“Si, e neanche timidamente. Lo abbiamo richiesto con forza, ma il Lecce si è opposto. Hanno addirittura rifiutato un’offerta del Catania che offriva anche diversi soldi. In ogni caso, siamo molto contenti della rosa attuale. Abbiamo tanti ragazzi che sono cresciuti durante il campionato e che siamo certi continueranno a crescere. E questa politica dei giovani è uno dei motivi per i quali la nostra società in sede di calciomercato è molto stimata e rispettata. In tanti a Milano ci hanno fatto i complimenti per le operazioni del passato e per come siamo usciti dalle difficoltà”.

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