ASCOLI PICENO – Un paese fantasma che, di colpo, è tornato a vivere e respirare aria di comunità attraverso balli, canti, note melodiose e tante parole, quante quelle che gli amici di Laturo (Teramo) hanno rivolto agli organizzatori del Festival dell’Appennino per ringraziare della bella giornata condivisa. Il pittoresco borgo abruzzese, abbandonato da oltre 70 anni, si è così sentito sospinto dalla carica di entusiasmo e sana allegria di tanti appassionati della rassegna culturale che per la prima volta ha fatto tappa nel vicino Abruzzo.

Penso che sia stata una delle giornate più indimenticabili del festival che ha visto una partecipazione straordinaria di persone, oltre le più rosee aspettative – ha espresso il direttore artistico Carlo Alberto Lanciotti – per questo, a nome di tutta l’organizzazione del Festival, vorrei rivolgere un sincero e dovuto grazie a tutti, nessuno escluso”.

“Camminare, condividere, sognare, socializzare, ascoltare, rispettare, valorizzare, seminare. Sono questi i verbi del Festival dell’ Appennino. E, di certo, a Laturo non ne è mancato proprio uno” – ha commentato con soddisfazione l’assessore alla Cultura Andrea Maria Antonini.

Il nutritissimo gruppo, con in testa la guida alpina Tito Ciarma, era partito da Olmeto, in prima mattinata, raggiungendo Laturo dopo una passeggiata alquanto suggestiva nel cuore verde di Valle Castellana. Una volta raggiunto Laturo, centinaia di persone hanno animato il borgo composto oramai da un manipolo di case fatiscenti e resti abitati del primo dopoguerra. Negli spazi del piccolo centro è stato quindi un crescendo di emozioni a ritmi di festa e canti popolari che ha incalzato i presenti letteralmente trasportati dalla bellezza del posto che grazie ai ragazzi dell’associazione ‘Amici di Laturo’ sta lentamente riprendendo vita. Messaggio condiviso particolarmente dagli stessi amministratori, tra cui il sindaco di Valle Castellana Vincenzo Esposito e l’assessore Antonini, che, in un ideale ponte tra le province di Ascoli e Teramo, hanno ribadito coralmente l’importanza di programmare insieme una serie di interventi di sensibilizzazione.

 

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