ASCOLI PICENO – Nell’ambito di specifica attività d’indagine finalizzata alla repressione dei reati contro il patrimonio collegati al mondo della malavita albanese, nella serata di ieri 20 ottobre, il personale della Squadra Mobile di Ascoli, in una operazione congiunta con Squadra Mobile di Teramo, ha proceduto all’arresto, in flagranza di reato, di 5 cittadini di di nazionalità albanese, poiché responsabili di furto aggravato in concorso e ricettazione: Tota Roberto di anni 28,  Kala Lini di anni 25,  Kala Kejdi di anni 26, Cela Roland di anni 31, mentre Ndreca Florian di anni 21, per il reato di favoreggiamento personale. Tutti nullafacenti, pregiudicati per reati contro il patrimonio e, da poco, entrati in Italia con regolare passaporto munito di timbro d’ingresso.

Gli investigatori, al fine di fronteggiare la recrudescenza dei furti in appartamento che hanno suscitato un grande allarme sociale nelle comunità abruzzesi e marchigiane, hanno intrapreso specifici servizi di appostamento e pedinamento nei confronti di alcuni cittadini albanesi legati alla malavita locale, durante i quali è stata individuata un’autovettura Audi A4, risultata poi rubata durante un furto in abitazione a Chieti e verosimilmente utilizzata per effettuare sopralluoghi alle abitazioni prese di mira.

Sono, quindi, subito scattate le operazioni di individuazione del veicolo e ieri sera, i  cittadini stranieri, sono stati intercettati a bordo dell’ A4 ad Alba Adriatica. Al margine dei primi accertamenti è emerso che, poco prima, gli stessi si erano resi responsabili di tre furti in abitazione, rispettivamente commessi a Villa Vomano, Tortoreto e Sant’Onofrio di Campli. Per motivi di sicurezza e per la tutela dell’incolumità di terze persone estranee ai fatti, gli uomini delle Squadre Mobili, congiuntamente, hanno, così, deciso di operare nei pressi di un residence di Alba Adriatica, covo, di fatto, della banda malavitosa.

L’attività investigativa ha permesso di rinvenire e sequestrare svariati monili in oro, di cui solo una piccola parte relativi ai furti avvenuti poco prima, mentre per la maggior parte si tratterebbe di refurtiva in seguito a raid della banda nei giorni  precedenti, con tutta probabilità nelle province teramane, ascolane e fermane. Sono tutt’ora in corso, infatti, accertamenti finalizzati all’individuazione dei responsabili di tali reati predatori. I preziosi ritrovati, oltre a numerosi arnesi da scasso, sono stati debitamente sequestrati. Gli arrestati sono stati condotti alla casa circondariale di Teramo, a disposizione delle autorità giuduiziarie.

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