MONTEMONACO – Lì vicino c’è la chiesa di San Lorenzo, lesionata dal sisma del 30 ottobre dopo che per quasi un millennio il suo stile romanico ha dominato la zona. Siamo a Montemonaco, precisamente nella frazione di San Lorenzo: qui dallo scorso terribile 24 agosto, quando la terra ha tremato per la prima volta, gli accessi agli edifici sono vietati e uomini e donne dell’Esercito Italiano controllano il territorio.

Ci sono poche case, nella Contrada di San Lorenzo: un paio vicine alla chiesa, ora del tutto inabigibili, e poi un gruppo di abitazioni dall’altra parte della strada, ad una cinquantina di metri. Tutta “zona rossa”, oggi.

Nel borgo di San Lorenzo attualmente vi è una casa agibile, abitata dalla signora Iozzi-Bacidori, la quale però si trova nella particolare situazione di non poter accedere alla propria abitazione dall’unica via, perché proprio all’ingresso vi è una casa crollata che ostruisce il passaggio in sicurezza. Le macerie tra l’altro sono rovinate sopra un’altra abitazione, anch’essa agibile ma disabitata, che si trova nella pericolosa situazione di dover attendere la rimozione dei calcinacci e delle mura tutt’ora pericolanti.

Così la signora Iozzi, da più di un mese, si trova nella condizione di entrare e uscire dalla propria casa e di dover attraversare la campagna, con tutti gli scompensi del caso, considerando anche che ha 68 anni e ha problemi cardiocircolatori.

La famiglia Iozzi, così come i proprietari della casa “sommersa” dall’abitazione crollata (ora si trovano a San Benedetto), ha chiesto informazioni alle autorità in merito alla messa in sicurezza della casa crollata che ostruisce l’ingresso nel piccolo borgo: Vigili del Fuoco, Soprintendenza ai beni culturali, persino l’Esercito. Tutti sono concordi nell’affermare che sia un intervento possibile e realizzabile, tutti che però chiedono un atto formale del Comune di Montemonaco che consenta di intervenire.

La famiglia Iozzi e gli altri residenti di San Lorenzo si sono così rivolti all’amministrazione comunale ma fino ad ora non esistono delibere di giunta o del consiglio comunale che consentano l’intervento di messa in sicurezza della zona. Perché l’intervento ha un costo stimato tale che in questo momento la cifra non sarebbe nella disponibilità immediata dell’amministrazione comunale.

Così San Lorenzo è ancora adesso uno dei borghi fantasma dell’Appennino marchigiano, tranne che per la tenacia della signora Iozzi-Bacidori che, a 68 anni, piuttosto che trasferirsi in uno dei tanti camper dove adesso vivono centinaia di famiglie delle aree terremotate, torna nella sua abitazione. Costretta, tra pioggia e neve, ad attraversare la campagna.

(Letto 1.380 volte, 1 oggi)
Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.380 volte, 1 oggi)