ROMA – Intervistato da Sky Tg24, Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione, conferma le difficoltà (alcune connesse ad una situazione eccezionale, ovviamente) dell’azione successiva alle scosse di terremoto iniziate il 24 agosto 2016. Di seguito il video e poi alcune delle dichiarazioni più importanti.

“Siamo di fronte all’emergenza più grande e più difficile negli ultimi cento anni. La situazione era che la funzione pubblica era debole, con piccoli comuni senza personale. Per questo abbiamo deciso di accelerare con il nuovo decreto, su stalle, casette, macerie. Quello che non siamo riusciti a fare è un ritardo da recuperare. Per questo con il decreto, insieme ai sindaci e ai territori, abbiamo deciso di riorganizzare le funzioni in modo tale che sia il territorio a dare risposte e credo che in queste settimane si veda un segnale nuovo”.

Le differenze tra le quattro regioni coinvolte sono un dato oggettivo. Nel Lazio abbiamo Amatrice, Accumoli e un territorio limitato.  Se andiamo nelle Marche parliamo di un territorio enorme con grandissime difficoltà già prima: infrastrutturali, di collegamenti. Questo ha rappresentato un problema che stiamo cercando di affrontare. Lo abbiamo deciso l’altro giorno ad Ancona, con sindaci e Regioni, modificando la nostra organizzazione. Ora dobbiamo avviare gli uffici della ricostruzione a livello delle Province, i sindaci li riuniamo insieme a livello di territori provinciali, per avere un rapporto diretto e per avere concretezza nel confronto”.

Non abbiamo perso sei mesi. Questo terremoto, grazie al governo precedente e a quello attuale, ha l’impianto più solido e più concreto nel rispondere ai problemi della ricostruzione. Se ci si trova di fronte alla più grande emergenza degli ultimi cento anni e arriva la neve storica, è chiaro che si è di fronte ad una situazione complessa“.

“Vogliamo guardare indietro agli altri terremoti? Noi abbiamo già l’ordinanza per i rilievi, l’ordinanza per il recupero di tutte le imprese, che è una priorità, l’ordinanza per le scuole: stiamo avviando un piano straordinario di ricostruzione di 21 scuole nuove e l’adeguamento delle scuole danneggiate. Alla fine della prossima settimana uscirà l’ordinanza per i danni più gravi. Insomma, non credo che si possa dire che la ricostruzione è ferma. Dobbiamo lavorare per dare certezze, non mi interessa la polemica giornalistica, la metto nel conto. Non diamo segnali a quelle persone che stanno vivendo un dramma, il governo c’è, sta rispondendo, ci sono scelte strategiche, stiamo lavorando già dai prossimi giorni per dare delle risposte su argomenti fiscali, sul rilancio delle imprese”.

“Tirare le orecchie? Prima di tutto a me stesso. Ma non serve tirare le orecchie, serve lavorare per insistere sulle reali difficoltà”.

“Serve più collaborazione con i territori, sì. Ad Ancona abbiamo deciso su proposta dei sindaci che per lavorare sulle casette, che sono un obiettivo irrinunciabile per l’emergenza, non serve aspettare tutto il fabbisogno. Intanto, insieme, cominciamo a costruire le casette, quelle di cui è già determinato il fabbisogno, poi via via, in progress, realizziamo tutto il percorso“.

Una dichiarazione, quest’ultima, oggettivamente logica e che ci saremmo aspettati di sentire dal commissario già all’inizio di settembre, quando venne nominato. Parole che inoltre contrastano con quanto affermato invece dal responsabile dell’Ufficio della Ricostruzione della Regione Marche, Cesare Spuri (clicca qui).

 

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