SAN BENEDETTO DEL TRONTO – ”Io in quelle casette, le Sae, collocate a ridosso della Salaria e su un terreno che era alluvionale, stava 3-4 metri più basso e che per realizzare la zona industriale hanno riempito di detriti rialzandolo, non ci metterò piede”.

Queste sono le parole riportate dall’Ansa di Enzo Rendina da Porto d’Ascoli dove è ospitato in un hotel, non tradisce la sua vocazione ambientalista.

Il 7 aprile il Tribunale di Ascoli Piceno gli ha revocato il divieto di tornare ad Arquata del Tronto. CLICCA QUI

”Non sono potuto andare al cimitero per il compleanno di mia madre e per la festa del papà; ci tornerò ma per andare da loro, non per entrare in quelle casette, dove si resterà per dieci anni. Io – le parole riportate dall’Ansa – ho sempre detto che voglio stare a Borgo d’Arquata. Basta massacrare Pescara del Tronto, dopo anni di sbancamenti della montagna, coi viadotti. La gente non voleva quell’urbanizzazione nella zona industriale e proprio dopo il terremoto ho ritrovato i documenti della petizione che feci a suo tempo”.

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