PESCARA DEL TRONTO – “Ho iniziato lo sciopero della fame perché non posso assistere passivamente alla violenza che stanno facendo al mio territorio da oltre 20 anni e che prosegue nonostante il dramma del terremoto”.

Così aveva detto Enzo Rendina, qualche settimana fa. L’arquatano che per ultimo ha lasciato il paese ed è sotto processo per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.

Ora, lo sciopero della fame in atto da quasi tre settimane non solo prosegue ma si intensifica. “In questo periodo ho mangiato tra poco e niente e in concomitanza con l’arrivo del presidente della Repubblica Mattarella dimezzerò anche la dose quotidiana di acqua nonostante mi senta sempre più debole” le parole di Rendina riportate dall’Ansa.

Mattarella sarà nei territori terremotati della provincia di Ascoli Piceno il 2 agosto: “Vorrei farlo di persona, ma temo che non mi facciano avvicinare a lui. Al nostro presidente chiedo che intervenga per mettere fine allo scempio che si sta facendo del territorio di Arquata”.

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