ASCOLI PICENO – “I numeri relativi alla famiglia in Italia sono da brividi. Parlano di natalità in calo vertiginoso, popolazione sempre più vecchia, disagio sociale crescente. Quali risposte dà la politica a tutto ciò? – se lo chiede Marcello Fiori, responsabile Enti locali di Forza Italia nel corso del suo intervento alla giornata di formazione sulle politiche famigliari “Più forte la famiglia più forte l’Italia”, che si sta svolgendo presso la Sala della Regione di Ascoli Piceno alla presenza, tra gli altri, del sindaco di Ascoli Guido Castelli e del presidente del Forum Nazionale delle Associazioni Familiari Gianluigi De Palo.(“Parte da Ascoli la battaglia di Forza Italia in difesa della famiglia” ha detto Fiori in apertura dei lavori).

Le famiglie oggi sono rappresentate da 4,6 milioni di impiegati benestanti, 5,8 milioni di pensionati, mente gli under 30 nullafacenti sono oltre 2 milioni. Aumentano anche gli stranieri residenti, che superano i 5 milioni. In questo contesto la famiglia è il nucleo sociale più colpito dalla crisi economica e sociale, considerando che oltre 3,5 milioni di famiglie non ha un reddito da lavoro con un’incidenza della povertà assoluta che riguarda 1,6 milioni di famiglie, un fenomeno particolarmente drammatico al Sud ma che comincia a farsi sentire persino nel comunemente ritenuto ricco Nord, con migliaia di posti di lavoro persi dal 2008 a oggi sia tra gli autonomi sia tra i dipendenti. Inoltre, il 68% degli under 35 vive con mamma e papà per l’incapacità della politica di costruire le basi affinché essi possano costruirsi una famiglia autonoma.

Particolarmente preoccupante – prosegue Fiori – è il calo della maternità innescato dalla crisi: ogni donna fatica a mettere al mondo più di un figlio e lo fa con enormi sacrifici sul lavoro, spesso penalizzando la propria carriera. In questo contesto – aggiunge Fiori – il reddito di inclusione rappresenta uno strumento insufficiente. Spetta ai Comuni cambiare passo pensando politica di welfare mirate al sostegno delle famiglie e al governo metterei condizione gli enti locali di svolgere il loro lavoro di ente di prossimità. I tagli degli ultimi cinque anni in questo senso sono stati nefasti e hanno contribuito a smontare il sistema dell’assistenza, con le famiglie sempre più costrette a spendere di tasca propria per servizi che dovrebbero essere garantiti dal pubblico. Un esempio su tutti: il 37% delle famiglie ha dovuto rinunciare a curarsi per motivi economici, il 23% ha dovuto rinunciare all’assistenza per persone non autosufficienti. Il welfare – conclude Fiori – incide per il 15% sul reddito familiare”.

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