ASCOLI PICENO – Il presidente della Sezione di Italia Nostra, Gaetano Rinaldi, rinnova attraverso un comunicato stampa l’impegno per il restauro dell’Angelo di Vitavello e delle chiese rurali affrescate delle terre del terremoto.

L’invito alla salvaguardia degli affreschi è rivolto agli enti preposti, al Chiar.mo Prof. Giuliano Volpe, Pres. Cons. Superiore Beni Culturali e Paesaggistici, alla Dott.ssa Arch. Carla Di Francesco, Segretario Generale Mibact, Roma, all’arch. Carlo Birrozzi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche.

“Il cataclisma che si è abbattuto con inaudita violenza sulle aree montane del Centro Italia, – spiega Rinaldi – oltre ad arrecare danni gravissimi al tessuto residenziale dei tanti borghi e delle piccole frazioni presenti nel territorio con effetti sovente irrimediabili sulla incolumità degli stessi abitanti, ha inferto delle ferite, spesso mortali, alla integrità delle tante preziose testimonianze di fede religiosa e di pietà popolare che nobilitavano, in una maniera insospettabile, l’immagine anche di angoli periferici e talvolta quasi inaccessibili. Un universo prezioso e quasi unico e una presenza pervasiva di edifici, talvolta piccoli ed anonimi, che custodivano sulle pareti interne una quantità impressionante di affreschi, che le comunità avevano commissionato agli artisti vaganti abruzzesi, umbri, laziali e marchigiani, che offrivano il loro servizio probabilmente accontentandosi di esigui compensi. Un panorama di arte minore, forse, ma certamente unico e fondamentale per la conoscenza e la storia del territorio, di cui la violenza degli eventi sismici potrebbe seriamente determinare la sostanziale scomparsa”.

Provvidenziale è stato, quindi, l’impegno della Sezione di Italia Nostra per l’avvio della raccolta fondi nazionale per il recupero e restauro della Chiesa di Vitavello, dedicata San Michele Arcangelo, di cui quasi nessuno conosceva l’esistenza. Il poco denaro raccolto ha consentito, prima che il terremoto colpisse la zona, di consolidare in parte gli affreschi sulla parete, sicché quando si sono verificate le scosse più forti, gli affreschi sono rimasti ben attaccati alle pareti.

Dopo le scosse di terremoto le condizioni di degrado dell’ edificio si sono aggravate ulteriormente rendendo possibile il suo collasso definitivo. Ma proprio l’impegno della Sezione che ha motivato e supportato il parroco, Don Andrea Tanchi, gravato dall’impegno verso i suoi parrocchiani colpiti dal sisma e dall’enorme responsabilità per le tante chiese appartenenti alla parrocchia dei Santi Cosma e Damiano di Mozzano, ha consentito che si provvedesse a mettere in sicurezza questo monumento, ubicato in una zona isolata, a cui difficilmente si sarebbe dedicato un minimo di attenzione. Il salvataggio dell’edificio è incominciato con un primo intervento dei vigili del fuoco e, poi, con la messa in sicurezza vera e propria delle mura e il consolidamento degli interni, operazione preliminare al restauro totale degli affreschi. Inoltre, ad oggi, questa fase ha riservato un’entusiasmante sorpresa con la scoperta al di sotto dell’ultimo intonaco di altri affreschi.

“Possiamo dire che si è verificato un proprio e vero miracolo, reso possibile forse dalla potente protezione dell’Arcangelo Michele, ma favorito indubbiamente dalla luce accesa sul monumento dalla Sezione di Italia Nostra – prosegue – Si tratta ora di completare l’opera per arrivare al completo recupero e restauro della Chiesa e dei preziosi affreschi onde restituire alla piccola comunità e al territorio questa espressione commovente di fede, di pietà popolare, di arte, di civiltà. L’impegno della Sezione proseguirà sino al conseguimento di questo ambizioso obiettivo, fantastico ed entusiasmante, proseguendo la raccolta dei fondi in tutta Italia, impegno che deve riguardare, peraltro, la salvaguardia di tutto il prezioso universo delle tante chiese rurali diffuse su tutto il territorio colpito dai devastanti eventi sismici, che come nella chiesa di Vitavello, custodiscono o, in certi casi, purtroppo custodivano, analoghe testimonianze di fede, pietà popolare, arte, civiltà”.

Questo è quanto è stato detto e promesso nel corso dell’importante Incontro di Italia Nostra tenutosi nei locali della Libreria Rinascita venerdì 2 febbraio, dai relatori partecipanti all’incontro: da Luisa Danieli, prima promotrice del recupero della Chiesa; alla Prof.ssa Enrica Pieragostini della facoltà di Architettura; all’ing Massimo Tonelli, che ha elaborato il progetto di recupero della chiesa e ha sollecitato insistentemente la Protezione Civile per la sua messa in sicurezza; al restauratore Rino Angelini che ha incominciato il restauro degli affreschi e già completato quello del Paliotto del 1564; al prof. Giuliano Cipollini, che ha illustrato il fascino delle testimonianze di civiltà di Mozzano, nel cui territorio,è ubicata la Chiesa di Vitavello; al parroco don Andrea Tanchi, che pur a fronte del numero enorme di chiese cui deve dedicare la sua cura, oltre 24, non ha mai dimenticato o lasciato nell’oblio l’attenzione filiale per quella di Vitavello e per la piccola comunità che è legata profondamente alla presenza di questo edificio e alla devozione per l’Arcangelo Michele; al Prof. Gabriele Vecchioni che ha incantato l’uditorio con la commovente illustrazione del fascino delle chiese rurali affrescate del territorio e della loro condizione attuale rispetto a quella antecedente il verificarsi degli eventi sismici; a Gaetano Rinaldi, che, nella qualità di Presidente della Sezione di Italia Nostra, ha assicurato la prosecuzione dell’impegno per il recupero completo della Chiesa di Vitavello, in vista dell’inserimento di questo monumento nei percorsi del Parco Culturale ed Ambientale delle Terre del Tartufo, individuato come uno dei dieci moduli del più complesso progetto del Distretto delle Testimonianze di Civiltà delle Terre della Primavera Sacra e della Riviera delle Palme, che mira alla valorizzazione sistemica di tutte le risorse del territorio e per la cui realizzazione da tempo la Sezione elabora concrete e complesse proposte.

Non ultima è la speranza della Sezione che si possa aspirare all’inserimento di “tutto l’universo di chiese e pievi affrescate delle Terre colpite dagli eventi sismici” nella Lista dei Beni Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, nella convinzione della presenza di almeno due dei criteri che l’Unesco richiede per la concessione di questo ambito riconoscimento e cioè:

– Essere testimonianza unica o eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà vivente o scomparsa;

– Essere un esempio eccezionale di un insediamento umano tradizionale, rappresentativo di una cultura o dell’interazione con l’ambiente, soprattutto quando lo stesso è divenuto vulnerabile per effetto di trasformazioni irreversibili.

Tutto ciò anche al fine di creare le condizioni per una più efficace valorizzazione e tutela di questo immenso patrimonio ed evitare che il tutto scompaia nell’oblio e nella dimenticanza.

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