ASCOLI PICENO – Il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio è arrivato ad Ascoli, al Centro Congressi della Camera di Commercio nella mattinata del 15 magigo.

Di Maio arriva ad Ascoli

Il Ministro del Lavoro è stato accolto da sostenitori (“Salvaci tu”) ma anche da una delegazione di disoccupati (“Abbiamo 50 anni, non dimenticatevi di noi”). Poi il vice Premier ha avuto un confronto con i giornalisti

In gallery e nel pezzo foto e video.

Bagno di folla per il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ad Ascoli. Il leader del Movimento Cinque Stelle, ad Ascoli sia per la campagna elettorale (si vota per le comunali il 26 maggio) dove è candidato sindaco il pentastellato Massimo Tamburri ma anche per incontrare le imprese e il mondo del lavoro, tanto che l’incontro si svolge nella Sala Congressi di via Cola d’Amatrice.

L’incontro è stato aperto dall’introduzione del Presidente della Camera di Commercio delle Marche Gino Sabatini, il quale ha evidenziato i problemi dell’economia marchigiana e picena: trasporti, chiusura traforo Gran Sasso, crisi economica, mancato collegamento con i Frecciarossa: “Non le chiediamo assistenzialismo, ma un aiuto” ha detto Sabatini.

“Il carattere dei marchigiani è il carattere di chi non molla mai – ha esordito Di Maio – Vi faccio i complimenti per il processo di riorganizzazione delle Camere di Commercio in questa regione, e per rispetto del processo vi dico che adesso è bene giungere a questo punto, e poi vedremo come aggiustare”.

“Noi possiamo fare tutte le riforme che vogliamo ma senza imprese non c’è lavoro, ma noi dobbiamo farne nascere di nuovo e farle investire nel territorio. Il lavoro non si fa con le leggi ma con gli investimenti e stimolando gli investimenti. Siamo in un momento storico in cui riusciamo a fare risultati sui mercati internazionali se riusciamo a fare squadra” ha aggiunto il Vice Premier.

“Nei primi tre mesi la nostra produzione industriale ha fatto +1%, l’export è salito del 2%, i disoccupati sono scesi di 90 mila. Tutti dati superiori alla Germania, che sta soffrendo la guerra dei dazi. Io ho firmato l’accordo per la Via della Seta con la Cina perché porta il Made in Italy in Cina, noi siamo alleati con Trump ma come lui dice America First, ma allo stesso modo noi diciamo Italia First e Made in Italy First. La Francia ci ha criticato tanto per l’accordo e due giorno dopo di noi l’hanno firmato anche loro” prosegue Di Maio.

“Le Marche sono una eccellenza del Made in Italy, ci sono tante aziende che vogliono assumere i giovani ma spesso non trovano i giovani formati. Perché il nostro sistema di Centri per l’Impiego al momento non funziona, noi abbiamo messo 1,5 miliardi in questo settore, e i frutti si vedranno nel tempo. Il lavoro cambierà, nei prossimi 5 anni il 60% dei lavori che conosciamo si trasformerà. La formazione sarà fondamentale non solo nelle scuole, ma ci sono anche 30enni, 40enni e 50enni che hanno bisogno di formazione. Il Job Center di Berlino Centro ha 10 mila dipendenti. Quindi cercheremo di rilanciare il settore, anche con l’assunzione dei navigator. Oggi le aziende sopperiscono a tutto questo, facendo formazione nonostante il pagamento delle tasse. La maggior parte del lavoro in Italia si trova con il passaparola – dichiara il Ministro del Lavoro – Mancano il 30% dei posti di lavoro nel trasporto, mancano 10 mila metalmeccanici, ma tanti sono così scoraggiati che neanche lo cercano.

“Molti vanno a Berlino o Parigi per trovare finanziamenti alle start up. Noi stiamo per lanciare un Fondo affinché la prossima start up delle Marche nasca qui e non altrove. Il tema dell’innovazione è legata alle imprese esistenti: il 99% delle imprese italiane ha meno di 15 dipendenti e quindi fatichiamo a fare innovazione. Vogliamo che ogni azienda riesca ad assumere un manager che assume un Regista dell’Innovazione, noi lo abbiamo creato, equivale a 40 mila euro all’anno di sgravi in caso di assunzione” aggiunge il politico pentastellato.

“Dobbiamo parlare di strade e ferrovie ma anche di infrastrutture digitali, stiamo lavorando per assumere ingegneri per aiutare le Regioni nella banda larga per aiutare soprattutto le aziende. La seconda cosa è il 5G, è come il Petrolio negli anni 60. Se non facciamo il 5G in Italia non siamo in grado di competere nei prossimi 10 anni” dichiara Di Maio.

Tema esportazione, Di Maio: “Noi nel mondo abbiamo 40 miliardi di Made in Italy vero e 100 miliardi falsi. Anche nel settore calzaturiero oltre che agroalimentare. Possiamo contrastarla con le nuove tecnologie, e uno dei sistemi è la Blockchain, abbiamo iniziato a sperimentarlo, e faremo che dal prossimo anno ogni cittadino del mondo possa verificare con il proprio telefono se possa verificare, tramite la tracciazione, se il prodotto è italiano o prodotto fuori”

“Nel decreto Sblocca Cantieri stanno entrando il 90% delle richieste che arrivano da questo territorio. Si è avuta sempre tanta paura nel muoversi in questo settore straordinario. Noi a dicembre abbiamo dato nuovi poteri alle forze dell’ordine che stanno dando i loro frutti nelle inchieste in questi giorni” aggiunge Di Maio.

“Questa è una regione simbolo anche per la Whirpool. Abbiamo chiuso un accordo, ma per la prima volta alcune commesse sono tornate in Italia, dalla Polonia. Ho salutato il sindaco di Comunanza Cesaroni quando ci siamo visti in Ministero. Le aziende adesso se vanno all’estero non possono prendere fondi pubblici, li devono restituire con gli interessi” dichiara il vice Premier.

“Quando si farà la nuova Commissione Europea, dobbiamo riprenderci il Commissario all’industria e all’impresa, non quello agli affari esteri che non ci interessa tanto la politica estera ognuno la fa come vuole. Hanno fatto direttive tarate sulle imprese francesi e tedesche tarate sui 90 dipendenti, e per noi arrivano direttive fuori norma che complicano il lavoro burocratico – aggiunge il Ministro – Dobbiamo abolire molte norme, per ora abbiamo abolito il Sistri. Per i cantieri dobbiamo stabilire un metodo, quando il cantiere avanza lentamente dobbiamo rimuovere i motivi che creano questo rallentamento. Quindi se ciò accade e si è fuori programma possiamo nominare subito un commissario che ha dei poteri sostitutivi che elimina quel preciso sistema burocratico”.

Luigi Di Maio: “So che anche l’edilizia che è un tema importante del territorio e so che le imprese quando devono fare un lavoro devono ottenere dei fondi e in questa fase non è semplice prendere i prestiti. Questo è un paese che non si governa coi corpi intermedi, e grazie alle Camere di Commercio abbiamo scritto due decreti che serviranno molto. Noi ad esempio da quest’anno riduciamo di un punto l’Ires per le imprese che reinvestono gli utili nell’impresa. Io non ho di fronte associazione di categoria che mi chiedono qualcosa per loro. Soprattutto nell’ultimo periodo, perché inizialmente parlavamo meno per colpa nostra – aggiunge –  Dobbiamo anche lavorare sulla questione Imu sui capannoni e gli alberghi, non sono beni di godimento ma sono elementi di lavoro”.

Sul Traforo: “Stiamo lavorando con Toninelli per scongiurare la chiusura del Traforo del Gran Sasso. Ci manca soltanto quello con tutti i problemi che ci sono. Sugli incentivi ci sono tante aziende che chiedono incentivi, abbiamo incontrato un portale unico dove sono riuniti tutti i sistemi di incentivi, perché abbiamo visto che molti incentivi non erano adoperati per mancanza di conoscenza. Ad esempio si parla tanto di ambiente ma la conversione ecologica dell’industria italiana si fa non con obbligo di legge ma con incentivi che consentano di modificare la produzione”.

Di Maio dichiara: “Tutto quello che recupereremo dalla lotta alla grande evasione, spending review lo metteremo sulla riduzione del cuneo fiscale, ovvero le tasse che un imprenditore paga di tasse sull’assunzione del lavoratore. Aiuteremo anche i truffati delle banche”.


Copyright © 2019 Riviera Oggi, riproduzione riservata.