MONSAMPOLO DEL TRONTO – Preoccupazione per i posti di lavoro a pochi giorni dal Natale, racconta anche questo il 2019 della provincia di Ascoli Piceno dove stamane, sotto gli uffici della Conad Adriatico che fa base a Monsampolo, si è radunata una folla di lavoratori e di rappresentanti sindacali per un presidio indetto dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil.

Tanti i lavoratori del gruppo Auchan e Sma che oggi hanno scioperato e che erano presenti alla manifestazione di stamane con tanta gente che è tuttora preoccupata per gli esuberi e i licenziamenti che rischia di generare la recente operazione di acquisizione operata dal gruppo Conad, che ha assorbito Auchan Retail, una mossa che ha cambiato “bandiera” commerciale a molte realtà del retail della zona: basti pensare al Centro Commerciale l’Orologio di Grottammare.

Per Conad presenti stamane i manager Lino Fioravanti ed Ernesto Bianco oltre all’avvocato Baroni, che tiene per conto di Conad le relazioni sindacali a livello nazionale. Non entusiaste le reazioni delle sigle al termine dell’incontro: “Non c’è stato detto nulla di nuovo. I dirigenti di Conad hanno ribadito la disponibilità al confronto, ma speriamo che sia veramente tale” ha riferito al termine Selena Soleggiati della Cisl

Presenti alla mattinata anche gli esponenti di Rifondazione Comunista. “L’operazione dell’acquisizione della rete di vendita italiana di Auchan da parte di Conad pone a rischio qualche migliaio di posti di lavoro che come al solito non hanno risposte sul loro futuro, non sanno cosa li aspetta e ancora tutto è lasciato all’indeterminazione, mentre che Conad arriverà ad essere il primo gruppo di grande distribuzione italiano con un fatturato di 14 mld di euro, in crescita del 5,9% rispetto all’esercizio precedente è chiaro e limpido per tutti” scrive il segretario di federazione Gabriele Marcozzi . “Un’operazione che porta innumerevoli vantaggi e un utile considerevole alla Conad ma che nel contempo produrrà una riduzione del personale e una ristrutturazione dei punti vendita che si attesterà a quasi 3100 esuberi in Italia a cui andrebbero sommati altri 3000 lavoratori tra amministrativi, logistica, appalti e subappalti. Una vertenza, quindi, che rischia di lasciare a casa 6000 persone”.


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