ASCOLI PICENO – Fra poco il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli incontrerà in videoconferenza i giornalisti marchigiani. Le domande potranno essere poste in forma scritta. Di seguito le nostre. Successivamente pubblicheremo le risposte.

 

Il 23 marzo comunicava la necessità di avere 100 posti letto di terapia intensiva in 10 giorni, con donazioni private pari a 12 milioni di euro. https://www.picenooggi.it/2020/03/23/74655/100-posti-di-intensiva-in-10-giorni-servono-12-milioni-di-donazioni-private-per-salvare-la-vita-ai-marchigiani/

Il 31 marzo, solo 8 giorni fa, lei spiegava: “Si prevede un picco per metà mese con una esigenza crescente in termini di posti letto di terapia intensiva di circa 60 e il doppio di terapia semi-intensiva. Questi dati ci dicono se le cose dovessero continuare così come stanno andando avanti oggi ci potremmo trovare a metà aprile di avere una esigenza molto forte in termini di posti letto di terapia intensiva”. https://www.picenooggi.it/2020/03/31/74953/progetto100-ceriscioli-risponde-picco-di-intensiva-previsto-per-meta-aprile-servono-posti-letto/

Il 6 aprile ha detto: “Il primo di aprile è cominciata una discesa, abbiamo superato il cosiddetto picco, l’andamento è andato meglio delle curve analizzate prima che ci facevano prevedere il picco metà aprile”. https://www.picenooggi.it/2020/04/06/75194/ceriscioli-superato-picco-misure-anti-covid-effetti-importanti-mascherine-in-arrivo-ordinanza/

Ad oggi, 7 aprile, ci sono 66 posti letto in meno occupati da pazienti in terapia intensiva e semi-intensiva. Per la precisione sono 139 i ricoveri in intensiva (meno 30 dal picco 169 il 31 marzo, il livello di oggi non si raggiungeva dal 22 marzo), e 277 in semi-intensiva (meno 38 rispetto al picco di 315 il 30 marzo).

Lo scenario attuale è quello di un numero che andrà a scendere di ricoverati gravi. 

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Le domande: 

1 è possibile conoscere gli studi epidemiologici sui quali si è formato il convincimento della Regione Marche espresso già il 22 marzo (85 posti di terapia intensiva) e confermato pubblicamente il 23 marzo? Quindi il nome di colui o colei o della struttura che ha realizzato la previsione e che dovrebbe essere alla base della delibera di giunta regionale?

2 Si può sempre rimediare ad una decisione presa a fronte di numeri o analisi poi non corrispondenti alla realtà: in Lombardia, regione presa ad esempio da lei al momento della chiamata di Bertolaso, l’ospedale alla Fiera di Milano da 500 posti si è ridotto poi a poco più di 20 posti letto. Qui si è passati da 100 ad 80. Con i numeri attuali e la tendenza in atto la Fiera di Civitanova sarà vuota o sottoutilizzata. Non c’è il rischio di spostare lì pazienti oggi ricoverati negli ospedali Covid-19 solo per dimostrare che sia stata necessaria?

3 Se non si facesse l’ospedale Fiera di Civitanova, il denaro raccolto non potrebbe servire per potenziare fin da ora i posti di terapia intensiva in maniera diffusa su tutte le Marche, anche per prepararsi a future necessità in tal senso in modo stabile?

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RISPOSTE DI CERISCIOLI AI GIORNALISTI MARCHIGIANI

INTRODUZIONE DI CERISCIOLI Parto dalla tabella gialla di oggi, facendo notare alcune cose importanti. Intanto si mantiene la tendenza di rallentamento della crescita del virus, superata la vetta del 1° aprile confermiamo un dato di discesa. Oggi la curva nostra è allineata a quella cinese, significa che i nostri cittadini hanno rispettato con grande rigore le ordinanze così come in Cina. L’effetto si sente: oggi i nuovi positivi sono al di sotto di 100, a fronte di un alto numero di tamponi, 700.

Il secondo dato è che normalmente quando nella prima fase il tampone era fatto solo ai sintomatici, avevamo un positivo ogni tre di media, ma a volte anche un rapporto di uno su due. Il fatto che su 700 tamponi ne abbiamo 96 su positivi significa che almeno 400 tamponi si sono fatti anche ad asintomatici: dipendenti, case di riposo, dunque un allargamento in termini di tamponi che in maniera crescente sta riguardando quelle categorie che abbiamo segnalato.

Oggi ho chiesto anche di avere un quadro chiaro e trasparente dei tempi da cui si segnala la necessità del tampone alla risposta.

L’ultima consegna di reagenti che ha fatto Roche ci dà un’autonomia di una settimana e ci stiamo adoperando per velocizzare i tempi delle risposte.

Stanno scendendo anche i ricoveri in terapia intensiva. Poi cercheremo di occuparsi alla riduzione del numero degli ospedali Covid-19. L’obiettivo per portare avanti la struttura di Civitanova serve anche per tornare alla normalità negli altri ospedali. Un dato che ho messo in evidenza da qualche giorno è che comunque restano anche gli altri ammalati. Prima ci occupiamo di loro a pieno e meglio è, i numeri che si abbassano ci consentono di aprire altre soluzioni.

Sulle mascherine, in Emilia-Romagna si è fatta un’ordinanza tramite il Ministro della Salute, anche per costruire questo percorso assieme al Ministero.

L’ordinanza sarà così una spinta di natura culturale nel determinare una nuova attenzione nelle misure di contenimento per ragionare sulla fase 2. Oggi siamo sempre più chiusi e sempre più protetti, un domani potremo invece prevedere altre soluzioni per evitare invece una frammentazione che rischia di creare confusione.

Concludo affermando la mia positività per i 400 miliardi messi a disposizione del governo. Domani la conferenza delle regioni avrà a disposizione il testo definitivo del decreto. Sicuramente è il dato atteso dalle imprese per avere la liquidità necessaria per ripartire. Insufficiente invece la cifra di 33 milioni per la Cassa Integrazione in deroga.

Per le Marche si tratta all’incirca di 20 miliardi di euro. Molto interessante il fatto che fino a 25 mila euro vi sia una garanzia al 100% dello Stato, per la stragrande maggioranza delle nostre imprese questo è un buon punto di partenza.

Simona Spagnoli, Carlino Pesaro Buongiorno presidente, le chiedo di affrontare il problema dei conviventi e familiari di pazienti Covid o ex Covid in attesa di tampone. Sono prigionieri in casa da settimane senza avere speranza di avere l’agognato tampone.

Stiamo cercando di velocizzare questi tempi, stiamo monitorando la situazione. Una condizione non banale è quella sul reagente che Roche ci deve dare. Dobbiamo sapere il prima possibile se un malato che entra in un pronto soccorso è Covid o non Covid. Pensiamo che riusciremo a sbloccare questa situazione nel numero dei guariti grazie al doppio campione negativo.

Sui sintomatici a domicilio è nota la partenza delle unità Usca e da oggi sono quasi tutte operative, è rimasto il nodo dei dispositivi a protezione individuale e cercheremo con il Gores un uso più razionale degli accorgimenti. I numeri in decrescita di oggi ci dicono che i nostri ospedali hanno la capacità di ospitare tutti i malati, ricordo quando qui si polemizzava perché avevamo inviato dei mandati a San Benedetto, ma altrove sono stati mandati in altre regioni.

Luca Guazzati Vorrei sapere la situazione riguardante gli anziani nelle case di riposo e RSa, in particolare se sono state prese risoluzioni di sicurezza e se sono state fatte riunioni con i responsabili dei grandi gruppi privati di gestione.

Rsa è un termine improprio, forse sono quelle che hanno gestito meglio la situazione, le criticità ci sono state nelle Residenze Protette e Case di Cura. Ci sono state diverse ordinanze per gestire queste situazioni, che ci siano stati dei focolai è evidente e so che in alcuni casi sta indagando la magistratura proprio per il numero impressionante. Io posso dire che non è mai venuta meno la risposta del sistema sanitario nei confronti di queste strutture.

Purtroppo quando c’erano i primi segnali che indicavano attenzione i comportamenti sono stati simili a quelli in condizioni di normalità. Noi cerchiamo sempre, quando emergono dati positivi, di verificare se ci sono concentrazioni anomale in una stessa realtà territoriale.

Giulia Mancinelli Buongiorno Presidente, potrebbe commentare il dato relativo all’alta mortalità nelle Marche che ci avvicina a regioni come la Lombardia? A cosa può essere ascrivibile? E quali terapie farmacologiche vengono utilizzate? Grazie

Noi abbiamo un indice di mortalità paragonabile a quello della media nazionale, è un falso mito che abbiamo una mortalità altra. I nostri dati sono sempre allineati a quelli degli altri. L’unico dato che qualcuno può rilevare è con regioni tipo il Veneto, dove sono state fatte campagne di campioni quando non capisco dove hanno trovato tutto quel reagente per fare i tamponi, evidentemente hanno trovato il canale giusto e non lo vengono a dire agli altri. Così hanno trovato così tanti di quei positivi che non si erano accorti di avere la malattia. Noi abbiamo rispettato le regole dell’Oms, quindi siamo nella media nazionale. Se avessimo potuto fare ancora più tamponi probabilmente avremmo trovato più asintomatici.

Ieri ho dato l’informazione di 588 positivi tra gli operatori sanitari regionali, siamo anche qui nella media nazionale, non ci stiamo sottraendo al controllo sui nostri dipendenti. A Torrette stiamo usando anche gli esami sierologici.

Linda Cittadini Che quadro si apre dopo la notizia di positività all’ospedale Inrca di Osimo?

Non è il primo positivo in un ospedale. Il triage prevede il tampone all’ingresso ma non dà certezze. Si può essere positivi anche in una fase in cui il tampone dà esito negativo, perché serve qualche giorno per diventare positivo. Quindi può succedere che un paziente risulti negativo in una prima fase. Poi si fanno gli esami a tutti.

Luca Fabbri (Dire): Presidio temporaneo d’emergenza Civitanova Marche, a che punto siamo con le donazioni? Ed è già possibile definire una road map deil’intervento?

Pier Paolo Flammini 

1 è possibile conoscere gli studi epidemiologici sui quali si è formato il convincimento della Regione Marche espresso già il 22 marzo (85 posti di terapia intensiva) e confermato pubblicamente il 23 marzo? Quindi il nome di colui o colei o della struttura che ha realizzato la previsione e che dovrebbe essere alla base della delibera di giunta regionale?

2 Si può sempre rimediare ad una decisione presa a fronte di numeri o analisi poi non corrispondenti alla realtà: in Lombardia, regione presa ad esempio da lei al momento della chiamata di Bertolaso, l’ospedale alla Fiera di Milano da 500 posti si è ridotto poi a poco più di 20 posti letto. Qui si è passati da 100 ad 80. Con i numeri attuali e la tendenza in atto la Fiera di Civitanova sarà vuota o sottoutilizzata. Non c’è il rischio di spostare lì pazienti oggi ricoverati negli ospedali Covid-19 solo per dimostrare che sia stata necessaria?

3 Se non si facesse l’ospedale Fiera di Civitanova, il denaro raccolto non potrebbe servire per potenziare fin da ora i posti di terapia intensiva in maniera diffusa su tutte le Marche, anche per prepararsi a future necessità in tal senso in modo stabile?

Questa domanda è utile per chiarire tante cose. Stamattina ho avuto una conferenza con tutti i responsabili delle terapie intensive delle Marche. Hanno testimoniato tutti di non aver avuto mai tanta tecnologia come oggi, nella fatica di chi ha gestito 170 pazienti dove qualcuno è deceduto ma anche qualcuno è stato salvato.

Ringraziano da questo punto di vista.

Non possiamo reinderizzare oggi i soldi.

Abbiamo spiegato che Civitanova è utile per due ragioni: in precedenza abbiamo gestito 170 di posti letto di intensiva sparsi in decine di strutture dove l’impegno dei medici è forte, mentre poterle concentrare permette di avere meno personale medico e gestire più pazienti.

Quando è nata l’idea seguivamo la curva della Lombardia, e per fortuna non si è verificato che sarebbero serviti altri 60 posti letto di terapia intensiva a metà aprile, e nessuno ci garantisce che in un tempo X torniamo in difficoltà, quindi per noi è importante non dover rimettere in moto tutta la macchina sanitaria è importante.

Noi dobbiamo tornare alla normalità, perché abbiamo rinviato tutto quello che era rinviabile, abbiamo tanti pazienti di malattie non Covid che stanno aspettando il loro turno. Prima ci torniamo alla normalità prima ci occupiamo di questi pazienti.

Poter avere a Civitanova una struttura che consentirà di svuotare i malati Covid significherà dare un contributo agli altri ospedali per il ritorno alla normalità. Certo, possiamo anche dire di tornare alla normalità lentamente, ma non sono d’accordo.

Certo, vediamo una curva che scende, ma se la curva come la spagnola nel 1920 avrà una seconda curva visto che è pandemica? Con il senno del poi è facile, siamo riusciti ad essere un passo avanti. Che Civitanova non serva ci metto la firma, che servirà per eventuali ritorni lo sappiamo.

La prevenzione ha questa caratteristica, se non serve tutti dicono perché l’hai fatta, se serve tutti dicono perché non l’hai fatta.

Luca Fabbri: Progetto 100, punto sulle donazioni e la road map.

La parte in denaro è cresciuta a due milioni e 500 mila versati ai Cavalieri di Malta, l’altra è solita attorno a 5-6 milioni di euro in infrastrutture, ne stiamo attendendo di molto importanti e potrebbero essere andati a buon fine.

Mascherine

Il messaggio culturale è che non bisogna abbassare la guardia. Nella proposta non è ricompresa solo la mascherina, altrimenti sembra che io prenda in giro i marchigiani. Si parla di protezioni, ma prima di anticipare cose che abbiamo voluto collocare al rapporto col Ministero che definirà i contenuti dell’ordinanza.

Sui tempi dipende molto dal Ministero. Nell’ordinanza mettiamo delle misure che mette anche l’Emilia-Romagna. Ma sul tema dell’uso più ampio della mascherina immagino verrà fatta una riflessione nazionale e che la nostra ordinanza sia uno stimolo per risolverlo a livello nazionale.

Terremoto

Legnini ha capito dove stava il nodo e io l’ho legato al diritto sacrosanto di poter vivere nella propria abitazione, c’è anche un aspetto economico, certo che serve la liquidità nel momento in cui non c’è, ma serve anche l’attività. Un settore come l’edilizia è trainante per tutta l’economia marchigiane. Io questo l’ho sempre chiesto a Conte e lo chiediamo sempre a tutti i parlamentari. Il commissario sta lavorando bene, certo serve anche una norma primaria e sarebbe molto importante che il senso di emergenza che si è sentito come non mai perché 750 miliardi messi sul piatto non si è visto mai in questo paese, per noi invece i 30 mila sfollati sono gestiti con emergenza ordinaria, mentre a Genova o per il Covid si sono adoperati altri strumenti.

Premi ai sanitari e straordinari.

Ci sta lavorando Rodolfo Pasquini responsabile dell’agenzia cercando di combinare misure di incentivo con emendamenti al decreto in discussione in questo momento. Gli incentivi si scontrano con normative che mettono limiti alle spese per il personale, stiamo cercando di cercare quelli particolarmente rilevante. Ci interesse dare riconoscimento economico a chi ha lavorato nell’emergenza Covid, ma abbiamo bisogno di deroghe specifiche su quegli aspetti normativi. Vorremmo concordarla con il sindacato. Dobbiamo avere però le risorse economiche altrimenti avremo gli ispettori del Ministero dell’Economia a chiederci le motivazioni degli stanziamenti. Siamo convinti che sia una misura dovuta, oltre ai mille ringraziamenti che abbiamo fatto tutti è giusto che ci sia anche un riconoscimento economico.

Tamponi e reagente.

Roche deve fornire il reagente come promesso inizialmente, se questo avviene non avremo problemi. Noi non abbiamo avuto un atteggiamento passivo, abbiamo seguito le indicazioni di Oms e Ministero. Il problema è stata l’assenza del reagente.

Alberghi e villaggi per i Covid?

Abbiamo dato da diversi giorni alle aziende sanitarie una traccia per potersi muovere nel tema della ricerca degli alloggi. I temi presentati sono quelli dei dipendenti che non si sentono sicuri e vorrebbero un alloggio senza tornare a casa e pazienti che non se la sentono di tornare subito in famiglia.

Ho dato facoltà delle aziende sanitarie di fare convenzioni con gli alberghi.

Piano Sanitario?

La domanda fondamentale è: si pente di aver vinto le primarie avendo davanti due disgrazie come terremoto e coronavirus?

Al di là degli scherzi, ci sono due aspetti importanti: ci sono da gestire in termini commissariali il terremoto, il covid.

Penso ci sia qualcosa di sbagliato in un sistema che ha compresso le regioni finanziariamente e sul profilo dei ruoli costituzionali per scoprire che la modifica V non c’è stata perché il referendum ha detto “No”, quindi sono state abolite le province e in più due enormi emergenze.

Noi abbiamo portato avanti coerentemente la riforma del sistema sanitario, e messo in moto tanti investimenti in un paese come l’Italia dove ci sono tante opposizioni.

I nodi sono principalmente nel definanziamento della sanità, e anche quella marchigiana è definanziata e così la sanità territoriale è messa a dura prova perché nella scarsità di risorse non si vanno a togliere i soldi a rianimazione, oncologia, un pronto soccorso, perché vengono ritenuti prioritari.

Io credo di dare un assetto più solido alle Regioni, le Marche non possono essere gestite da soli sei assessori e finanziare adeguatamente la sanità marchigiana. Con un finanziamento adeguato avremmo avuto una regione più forte. Infatti il sistema ospedaliero è quello che ha risposto in maniera migliore. Ci sono grandi temi che resteranno sul tavolo.

Invece se le risorse e l’assetto istituzionale resterà lo stesso, ci saranno problemi.

Futuro 

In questo momento sto pensando al mio futuro lavorativo.

 

 

 


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