ASCOLI PICENO – Quattro ordinanze ma anche un appello. Il Commissario alla ricostruzione Giovanni Legnini ha incontrato la stampa in una videoconferenza (la prima conferenza di un commissario) illustrando le recenti disposizioni ma anche chiedendo maggiori poteri di azione, “che è una cosa segnalata dai sindaci e che mi sento di rappresentare. Ma non parliamo di modello Genova né di pieni poteri, sono argomentazioni da cui, per questioni culturali, rifuggo”.

E c’è un appello ai professionisti: “Molto dipenderà da loro”. Perché Legnini parla proprio di una “rivoluzione copernicana”: “Non è la prima volta che si parla di Semplificazione, stavolta però la facciamo e l’abbiamo deliberata. Rispetto al passato e il proprietario del fabbricato danneggiato deciderà con il progettista di verificare la conformità urbanistica, di acquisire i nulla osta, dopo di che l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione, ricevuta la documentazione, non dovrà fare l’istruttoria ma dovrà soltanto controllare la completezza della documentazione: se la pratica è sbagliata e ci sono errori ed omissioni sarà rigettata, altrimenti sarà accolta. Per questo sarà fondamentale la correttezza e la professionalità dei progettisti, anche con un controllo di legalità efficace”.

“Questo non significa che faremo tante ordinanze, anzi: l’obiettivo è quello di arrivare ad un Testo Unico della Ricostruzione Privata in modo da evitare la dispersione normativa”.

Per i fabbricati più antichi la conformità urbanistica-edilizia non occorre perché non c’erano i piani urbanistici. I piccoli abusi possono avere tempi di accettazione ragionevoli.

“Faremo Semplificazione: non soltanto attuiamo l’articolo 12 bis introdotto con il decreto Sisma convertito in legge a dicembre, che contiene preziose misure a legislazione invariata. A partire dalla Scia, ovvero l’inizio dell’attività in forma semplificata. La svolta ce l’attendiamo per l’estate: avremo 15 giorni per consultare e adeguare gli uffici alle nuove normative quindi aspettiamo la redazione dei progetti” afferma.

“Abbiamo una platea molto ampia di interessati: potevamo scegliere una platea ristretta ma ho scelto una platea molto ampia perché se semplificazione deve essere deve essere ampia. Abbiamo definito dei compiti molto precisi per professionisti, enti, uffici della ricostruzione, regioni. Occorre avere coraggio ed essere determinati, se si fanno le cose per bene non bisogna avere timori, se ci sono manchevolezze non bisogna aver paura, invece se si vuole fare il furbo allora il discorso è diverso. Inoltre tempi certi: 70 giorni nell’ipotesi più semplificata, ovvero dove non sono previsti vincoli di alcun genere, 100 giorni quando sono necessarie conferenze regionali e sanatorie e 130 giorni quando è necessario interrompere il procedimento per motivazioni di accertamento e non più di 30 giorni” aggiunge.

Sarà anche predisposta una disciplina transitoria, un nuovo procedimento che può essere adottato da chi ha già presentato domande in istruttoria

La seconda ordinanza delega ai comuni per l’istruttoria delle pratiche: i comuni che vogliono possono farlo senza gli Uffici Speciali della Ricostruzione. “Fino ad ora solo 17 comuni hanno fatto richiesta: 12 in Abruzzo e 5 in Umbria. Non sollecitiamo i comuni a fare questa scelta ma chi ritiene di fare meglio degli Usr può farlo” spiega il Commissario.

Terza ordinanza: “Avremo un preciso elenco dei comuni più colpiti, che ho richiesto alle Regioni e agli Uffici della Ricostruzione, con la possibilità di aggiungere porzioni di comuni. Non prevediamo nuovi piani urbanistici ma programmi che consentono di derogare alle previsioni urbanistiche. Avverto delle preoccupazioni su questo da parte dei sindaci, ma non vi sarà nessun doppio Cratere né nella volontà del legislatore né del commissario”. Infine con la quarta ordinanza vi è stato uno stanziamento a favore delle imprese della ricostruzione che finanziassero la sicurezza anti-contagio Covid-19, fino ad un massimo di 10 mila euro per impresa.

“Al momento non abbiamo gli strumenti per accelerare la ricostruzione pubblica come quella stiamo predisponendo per il privato. Servono norme straordinarie: ovvero un potere straordinario in capo al commissario di provvedere in deroga nelle situazioni più critiche e vi sono impedimenti tali da richiedere una deroga. Modello Genova? Non sono innamorato dei modelli ma queste sono le condizioni per produrre una svolta”.

Ma c’è il tema economico: “Il territorio già soffriva di spopolamento, poi si sono aggiunte la ricostruzione e la crisi economica. Il modello è quello del sisma abruzzese, dove si trattenne una quota del 4% dell’imposizione fiscale per finanziare programmi stabili nel tempo. Dobbiamo trattenere le persone e finanziare economia, cultura, turismo, agricoltura”. Tuttavia “servono 200 persone per aiutare gli Uffici della Ricostruzione e la struttura commissariale”.

 


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