ASCOLI PICENO – Di seguito una nota, giunta, in redazione, dei coordinatori provinciali Cgil Ascoli-Fermo, Paolo Virgili e Antonio Mircoli. Una dura risposta alle affermazione del presidente di Confindustria Centro Adriatico, Simone Mariani.

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Confindustria: “Covid-19 infortunio sul lavoro? Irresponsabile ragionare così”

Ecco il comunicato stampa dei coordinatori Cgil.

Lunedì 4 maggio sulle pagine del Corriere della Sera il designato neopresidente di Confindustria avanza le linee programmatiche del suo mandato: superamento dei Contratti Nazionali, basta richieste di aumenti salariali, socializzazione delle perdite delle aziende attraverso l’intervento dello Stato ma badando bene che lo stesso non metta poi mano ai profitti. Quei pochi spicci disponibili da elargire nei rinnovi contrattuali, occorre detassarli impoverendo ancora di più la fonte di finanziamento dei Servizi Pubblici (da che pulpito e proprio in un momento come questo). Un passaggio importante è riservato alla salute e sicurezza dei lavoratori. Il gioco di scrollarsi di dosso quello che, la Costituzione prima e il Codice Civile poi, demanda come una responsabilità in capo al datore di lavoro appare chiaro anche alla luce di quanto è accaduto nelle settimane addietro nella sua Lombardia.

Nelle nostre province gli fa eco il suo omologo presidente di Confindustria Centro Adriatico, Mariani taccia di irresponsabilità il fatto che l’impresa possa essere chiamata a rispondere di eventuali contagi rispetto all’attività aziendale e rivendica il rispetto dei datori di lavoro delle indicazioni precauzionali dettate dal Governo. Mariani evidentemente mette le mani avanti. Conosce bene la realtà di molte imprese del Piceno e del Fermano. Mettere le mani avanti potrebbe significare che non tutte le aziende applichino a pieno il “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”. Sa bene, Mariani, che l’applicazione delle disposizioni governative, tutte, rappresentano un costo, l’hanno pure stimato, e intende socializzare il rischio perché a suo dire “l’interesse del paese coincide con le imprese”. No Mariani, si sbaglia, l’interesse del Paese sta nella promozione della salute e la salute nel lavoro è tra queste. Non abbiamo sentito mai Mariani scagliarsi contro infortuni e morti sul lavoro. Nel 2019 nelle Province di Ascoli Piceno e Fermo ci sono stati 3847 infortuni sul lavoro, in netto aumento rispetto all’anno precedente e quelli con esito mortale sono più che raddoppiati. E se Confindustria, come dice il suo Presidente, è ligia alle indicazioni legislative del Governo, favorisca la costituzione dei Comitati di controllo e di verifica di applicazione del suddetto Protocollo (vi fanno parte Rappresentati sindacali e della Sicurezza), a partire proprio dalle aziende associate.


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