ANCONA –  Sono circa 14.300 i cittadini in Italia che hanno ricevuto una diagnosi di cancro al pancreas nel 2020. Si tratta di una neoplasia molto aggressiva contro cui, ad oggi, le armi efficaci sono ancora troppo poche. Solo il 12% delle donne e l’11% degli uomini sono vivi a 5 anni dalla diagnosi. “A causa della mancanza di sintomi specifici, nella maggior parte dei casi non è possibile un riconoscimento precoce della patologia. Investire nella ricerca è l’unica strada per combattere una malattia ancora molto difficile da trattare. Solo così potremo migliorare le possibilità di sopravvivenza. Oggi solo 21.200 persone vivono dopo la diagnosi in Italia”. È un invito a credere nella ricerca scientifica quello di Rossana Berardi (Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche, Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona e membro del Direttivo Nazionale Aiom, Associazione Italiana di Oncologia Medica), in occasione della Giornata Mondiale per la lotta al tumore del pancreas, che si celebra oggi.

Con l’obiettivo di sostenere la ricerca, Luna, figlia di Susanna Meco, paziente in cura presso la Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona, deceduta lo scorso anno per una neoplasia al pancreas, ha deciso di devolvere i regali della prima Comunione alla Clinica Oncologica, dove la mamma è stata presa in cura dalla stessa Berardi e dai suoi collaboratori Riccardo Giampieri e dottor Alessandro Bittoni.

“In occasione della mia Prima Comunione – spiega Luna – insieme al mio papà ed alle persone che mi vogliono bene, ho voluto dare un contributo alla ricerca, che grazie al gesto di mia mamma ora sta cercando di scacciare via questa brutta malattia e non farla tornare mai più”.  “Nel gennaio 2019 una diagnosi crudele ci ha proiettati all’improvviso nell’incubo di un universo parallelo – chiarisce Raffaele Menzella, marito di Susanna e padre di Luna -, senza punti di riferimento, senza informazioni affidabili, soli nella nostra disperazione e nel nostro dolore”. “La Professoressa Berardi ci ha accolti nella Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona – prosegue Raffaele -, mettendoci a disposizione le (poche) armi oggi presenti per combattere questa terribile malattia. La Clinica Oncologica così è diventata parte della nostra vita: i nostri riti, la nostra complicità più forte della disperazione, le ore interminabili nelle stanze e nei corridoi; il confronto con le storie altrettanto disperate di chi viveva il nostro stesso incubo, e per le quali Susanna aveva sempre una particolare sensibilità, tanto da mettere sempre in secondo piano la sua sofferenza perché ‘quella signora, quella mamma, quella ragazza del letto vicino … c’era sempre chi soffriva più di lei’. Susanna lascia un vuoto enorme nelle nostre vite ma continua a riempire le nostre anime e ad infondere coraggio in tutti quanti con il suo esempio. Ha insegnato molto a tutti e considero un dono della vita l’averla incontrata, un privilegio aver beneficiato del suo affetto e del suo amore. Per raccogliere la sua eredità, con il supporto della Professoressa Berardi, abbiamo voluto dare un contributo alle attività di ricerca della Clinica Oncologica, attraverso una raccolta fondi in occasione della Prima Comunione di nostra figlia Luna. Un gesto di riconoscenza e di speranza, affinché questa opportunità possa condurre a risultati utili a migliorare lo scenario attuale.”

“Un gesto di enorme generosità, quello di Luna e del suo papà, a cui siamo profondamente grati, che si pone a favore della ricerca scientifica – conclude la Berardi –. Solo combattendo insieme possiamo cambiare la storia del cancro al pancreas, una neoplasia che fa ancora troppa paura”.


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