ASCOLI  PICENO – L’agente, intermediario, dirigente e opinionista calcistico Costantino Nicoletti ha rilasciato alcune dichiarazioni in un’intervista esclusiva concessa alla testata sportiva News.Superscommesse.it. Nicoletti ha parlato della squadra per cui tifa, cioè la Fiorentina, e dell’Ascoli, compagine e città alle quali è legato sportivamente parlando. Poi, un focus sull’andamento del Picchio in Serie C e i suoi personali ricordi legati alla piazza.

 

Sull’Ascoli, otto punti in dieci partite di C, addirittura uno solo nelle ultime sei (è già al terzo allenatore stagionale), preso a Carpi. Ha i mezzi per uscire da questa situazione e scalare la classifica? Partendo magari proprio dal suo attaccante Corazza.
“Assolutamente sì, alla rosa dell’Ascoli forse manca qualcosina in difesa ed a centrocampo, ma Corazza è un signor attaccante e Di Carlo un allenatore esperto. Possono ambire a molto di più rispetto alla lotta per non retrocedere. La gestione della proprietà di Pulcinelli è stata un pochino cervellotica, tra allenatori e dirigenti cambiati a bizzeffe. Ma le risorse sono state investite assolutamente, anche se non benissimo. Il punto di partenza doveva essere quello dei playoff di Serie B conquistati qualche tempo fa”.

Il ricordo più bello che Ascoli calcio e città ti hanno lasciato?
“Ce ne sono molti. L’intelligenza dell’ambiente, dei suoi tifosi, quando ho interagito con gli ultrà; e, poi, la bellezza della città, che offre una qualità della vita superiore alla media. Peccato non aver potuto fare calcio lì, ma la decisione che presi in quel frangente fu la scelta giusta da fare”.

 


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