Con un programma ricco di ospiti nazionali e internazionali, Jazzap conferma la propria vocazione a portare la musica nei luoghi più suggestivi del Piceno. Borghi, piazze, rifugi montani e affacci sul mare diventano palcoscenici naturali per dodici concerti che uniscono qualità artistica, valorizzazione del paesaggio e partecipazione delle comunità locali.
Sabato 25 luglio alle 16 dalla piazza Centrale di Paggese è prevista la partenza di un itinerario ad anello di circa tre ore sul versante orientale del Castel di Luco, attraversando boschi, campi coltivati e le caratteristiche cave di travertino che raccontano la storia del territorio. Un percorso di circa 8 km con 400 metri di dislivello positivo, immerso in un paesaggio ricco di natura e testimonianze storiche. In serata, alle 21.30 in Piazza San Lorenzo, il concerto in quartetto del pianista Shai Mastro. Con The Guesthouse, Shai Maestro porta dal vivo uno dei capitoli più personali del proprio percorso artistico. Nato dopo quasi tre anni di ricerca e sperimentazione, il progetto amplia il linguaggio del pianista oltre i confini dell’improvvisazione jazz tradizionale, intrecciando scrittura, produzione sonora ed elementi elettronici.
Domenica 26, Jazzap si sposta a Castorano. Alle 19.30 in piazzetta Belvedere l’incontro con il critico musicale e giornalista Alceste Ayroldi per la presentazione del suo ultimo libro The Big Band Theory, un viaggio nella storia delle grandi orchestre jazz italiane. Attraverso documenti, interviste e testimonianze dei protagonisti, il volume ricostruisce un percorso che parte dalle prime esperienze del secondo dopoguerra e arriva fino alle realtà contemporanee, raccontando come le big band abbiano contribuito a definire l’identità del jazz italiano.
Alle 21.30, sempre in piazzetta, il concerto del quartetto guidato dal sassofonista Seamus Blake. Musicista dal suono immediatamente riconoscibile, Seamus Blake unisce grande tecnica improvvisativa, profondità melodica e apertura verso i linguaggi contemporanei, mantenendo sempre un forte legame con la tradizione jazzistica. Nel 2002 ha ricevuto il prestigioso Thelonious Monk Award come miglior sassofonista, assegnato da una giuria composta da Wayne Shorter, George Coleman e Joshua Redman.
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