FORCE – Entrano nel vivo i lavori di riparazione con miglioramento sismico della storica chiesa
di San Paolo Apostolo a Force, gravemente danneggiata dal terremoto ed oggi
inagibile.
Il progetto promosso dalla Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone –
Montalto punta a garantire la sicurezza strutturale della chiesa (edificata sulle basi di
una più antica costruzione, risalente al XII secolo, di cui si conservano alcune
testimonianze nella zona absidale), preservando meticolosamente l’apparato
decorativo e le opere d’arte custodite, grazie ad un contributo di 540.000 euro, di cui
l’Ufficio Speciale Ricostruzione ha appena liquidato una parte equivalente a 146.611
euro.
“Un altro tassello del nostro ricco patrimonio di edilizia religiosa sta per tornare a
splendere -spiega il commissario straordinario, Guido Castelli -. L’opera di riparazione
è articolata data proprio la vastità ed il valore storico di questi beni. Ringrazio quindi,
oltre alle Diocesi, l’Usr e la Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli per
quanto fatto fino ad ora e per quanto ancora verrà realizzato in tal senso”.
“A nome dell’intera comunità di Force esprimo profonda gratitudine al Commissario
Straordinario per la Ricostruzione, al personale dell’USR, a Sua Eccellenza il Vescovo,
al Parroco e a tutti gli uffici comunali. Grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione
istituzionale siamo riusciti a raggiungere questo importante risultato. Per Force la
Chiesa di San Paolo rappresenta molto più di un luogo di culto: è la Chiesa del nostro
Santo Patrono e custodisce un altissimo valore religioso, storico e paesaggistico che
appartiene all’identità della nostra comunità. Oggi facciamo un passo avanti
importante nel percorso di rinascita del nostro territorio” aggiunge il sindaco Amedeo
Lupi.
Le indagini tecniche hanno evidenziato criticità severe localizzate in particolare sulla
torre campanaria, soggetta a fenomeni di distacco e lesioni all’intersezione con la
scatola muraria. Si registrano inoltre fessurazioni da taglio e schiacciamento lungo le
pareti laterali della navata, quadri fessurativi sull’arco trionfale e distacchi di intonaco
sulle volte a crociera.
Il progetto adottato si fonda sul principio del minimo intervento e della massima
conservazione delle superfici decorate, posizionando le principali opere di rinforzo in
zone non visibili al pubblico o prive di apparati decorativi.
I lavori prevedono il consolidamento del campanile e delle murature, il rinforzo della
navata con interventi sulle pareti e sull’arco trionfale, oltre al miglioramento sismico
della copertura e della facciata attraverso nuove catene, elementi in acciaio e sistemi
di protezione per garantire una maggiore stabilità dell’edificio.
Tutti i beni storico-artistici mobili custoditi all’interno (tra cui la celebre tela
settecentesca della Conversione di San Paolo firmata dall’ascolano Nicola Monti, gli
altari barocchi, i confessionali lignei ed i dipinti murali del XVI secolo) sono stati
opportunamente messi in sicurezza o trasferiti in stoccaggio idoneo previo accordo e
preavviso alla Soprintendenza.
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