ASCOLI PICENO – A distanza di 67 anni il 25 Aprile, Festa della Liberazione dal nazi-fascismo, continua a dividere. Durante la cerimonia al sacrario di Colle San Marco una cinquantina di giovani della sinistra radicale e dei centri sociali giunti da tutta la Provincia hanno fischiato il sindaco, e gridato slogan (“vergogna”, “via i fascisti da San Marco”) rivolti al presidente della Provincia di Ascoli Piero Celani e al sindaco di Ascoli Guido Castelli, entrambi del Pdl.

”Questa festa è di tutti – ha detto Castelli – e la libertà va difesa sempre, ‘contro ogni totalitarismo, che può prendere anche la forma del fischio”.

Le tensioni su questioni politiche si sono manifestate spesso ad Ascoli negli ultimi mesi, a partire dalla mostra di Casa Pound “Ascoli Città Fascista” e alle recenti svastiche disegnate su alcuni manifesti di Rifondazione Comunista.

Su Facebook rispondono i giovani di centrodestra: “Violenti ragazzi dei centri sociali organizzati ascolani e della sinistra estrema locale, oggi al sacrario dei caduti, insultando e contestando le Istituzioni presenti hanno dimostrato la pochezza e la mancanza di un’idea politica, alterati e agitati dalla voglia di distruggere e creare disordine. Pene severe per chi vuole distruggere Ascoli Piceno” scrive Marco Fioravanti, consigliere comunale del Pdl.

“Ero presente e sono stato personalmente attaccato assieme a dei ragazzi attivi nei movimenti studenteschi appartenenti alla destra – scrive Alessio Pagliacci – Hanno fischiato i nostri militari, dicendo loro che non servono a nulla. Hanno dimostrato che sono il male peggiore della società. Oggi la festa è Nazionale. Non solo dei comunisti sovietici antidemocratici che provocano alla violenza. Questi non hanno diritto di ledere le istituzioni democraticamente elette. Signori noi abbiamo evoluto il nostro pensiero, abbiamo capito i nostri errori, loro sono sempre gli stessi. Vergogna!”

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