ASCOLI PICENO – Un nuovo capitolo del processo per la morte di Olsi Ferracaku, 22 anni, di nazionalità albanese, ucciso durante un conflitto a fuoco con i carabinieri l’8 maggio  del 2009, si è aperto oggi pomeriggio. Sotto accusa per omicidio colposo, Antonio Rotella, capo pattuglia dell’Arma che, insieme ad un collega, un intervenne quella notte.

Davanti al giudice, Marco Bartoli, hanno testimoniato 8 persone, tra cui un maresciallo e un brigadiere dei Carabinieri, ed un funzionario della Questura.  Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile di Ascoli, sarebbero stati esplosi cinque colpi dalle pistole di ordinanza dei due Carabinieri, ed oggi si è discusso proprio sul repertamento dei bossoli ritrovati sul luogo del crimine, 2 dei quali vennero rinvenuti in un secondo momento.

Il tragico episodio avvenne a Sant’Angelo di Castignano. Era l’alba dell’8 maggio, quando il centralino del 112 venne allertato da una segnalazione relativa ad un furto commesso in un’abitazione della zona. Una pattuglia dei Carabinieri si mosse subito,  e venne allestito un posto di blocco sulla statale castignanese 73 per cercare di sbarrare la strada ad un veicolo, con a bordo 4 uomini di nazionalità albanese, ritenuti essere gli autori del furto avvenuto poco prima.

La gang, però, finita nel mirino dei militari anche per altri colpi messi a segno nei giorni precedenti in altre zone della vallata,  durante la fuga, speronò l’auto dei due militari. Nell’impatto rimase ferito lievemente il brigadiere capo pattuglia. Ne seguì un conflitto a fuoco, in cui perse la vita Olsi Ferracaku, 22 anni, albanese, che era alla guida del veicolo.

Contrariamente a quanto richiesto dal Pm, Umberto Monti, che avanzò l’ipotesi di convertire il reato ad omicidio volontario con dolo, nel gennaio del  2011, il Gup del Tribunale di Ascoli, Rita De Angelis, prosciolse il militare accusato di aver sparato Feracaku, uccidendolo, perché il “fatto non costituì reato”, in quanto ritenuto legittimo l’utilizzo delle armi.

Il processo proseguirà il prossimo 10 giugno, quando il perito, Paride Nervini, depositerà i risultati della perizia balistica che stabilirà se a sparare sia stata la pistola di Rotella, come sostiene la pubblica accusa, oppure la mitraglietta in dotazione all’altro carabiniere.

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