ASCOLI PICENO – Chiamato in causa dal Partito Democratico di Ascoli, il sindaco Castelli risponde e difende il suo consigliere comunale nonché assessore alla Cultura della Provincia Andrea Maria Antonini, al centro delle polemiche per una immagina che lo ritrae con indosso una sciarpa del tifo ascolano, con una evidente croce celtica in primo piano.
Se da sinistra prima l’Anpi, poi Rifondazione Comunista e quindi il Partito Democratico lanciano bordate e chiedono le dimissioni dell’assessore, o il ritiro della sua delega, Castelli invece ribatte: “A me pare che quella sulla sciarpa di Antonini sia una polemica così strumentale da comprovare, più di ogni altra cosa, il profondo disorientamento che affligge il Pd ascolano. Antonini é uno migliori assessori del territorio e, per lui parlano, i fatti e l’onestá che nessuno ha mai messo in dubbio. Anche da sinistra – soprattutto in riferimento al Festival dell’Appenino e alla produzione del centro studi sulla civiltà contadina – non sono mancati apprezzamenti per un assessore provinciale colto e creativo.”
Continua il sindaco: “La democrazia può essere messa a repentaglio da una sciarpetta di vent’anni fa tirata fuori dall’armadio per sostenere l’Ascoli? Io, da Sindaco, ho l’obbligo di rispettare le opinioni e la sensibilità di tutti ma la sensazione è che il Pd ascolano viva male questa atmosfera gioiosa di riscossa cittadina che si è innescata a seguito del fallimento dell’Ascoli. Presumo che Renzi, se lo sapesse, non condividerebbe questo modo antiquato di fare politica. Se il Pd ascolano impegnasse, infatti, un decimo del tempo che ha dedicato a questa polemica per risolvere il problema delle liste di attesa del nostro ospedale gliene saremmo profondamente grati. Sono convinto infatti che i quattro mesi necessari per ottenere una visita oncologica non rappresentino un problema meno grave della sciarpa di Antonini”.
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Le parole dl sindaco Castelli non giustificano il pessimo gesto dell’Assessore Antonini, se si ha simpatie per ideologie Fasciste non ci si può ritrovare senza imbarazzo nei valori democratici e Costituzionali, quindi una volta chiarita la propria posizione ideologica e’ giusto rassegnare le proprie dimissioni, qui non si tratta di un problema del PD Ascolano, ma di un gesto che denigra un intera Provincia, per di più posto in essere da un Assessore alla cultura, sarebbe opportuno che tutti i gruppi appartenenti alle opposizioni Provinciali indicano,una raccolta firme per chiedere le dimissioni di tale Assessore, l’apologia di Fascismo non può essere tollerata.
Mah! Quanto rumore per una sciarpetta al collo indossata in uno stadio di calcio (non per le vie del centro), quando ci sono altri rappresentanti politici, a tutti i livelli, che ne fanno di cotte di crude e per di più a spese nostre……lasciamo perdere va…
Berlusconi non condividerebbe l’epitaffio di. “il brontosauro di Arcore” coniato da Castelli. !!