ASCOLI PICENO – Ospitiamo questo articolo di Dario De Angelis, cittadino ascolano, in merito alla prossima visita del vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani.

Ci sarà Tajani e qui la dimostrazione della vittoria perché tu ti stai chiedendo, ora: Tajani chi?

Abbiamo perso, hanno vinto loro.

L’uomo che può cambiare la vita ai lavoratori della Manuli, della Pall, della Haemonetics, della Centrale del Latte, delle decine di imprenditori falliti sarà ad Ascoli e tu non lo incontrerai perché non sai chi sia. Sei abituato a rivolgerti a Celani, Castelli, alle associazioni di categoria. In fondo lo sai che loro non possono fare nulla per te se non un leggero maquillage ma tu tenti di incontrarli.

C’è Tajani e non te ne frega nulla. Lui è il vice presidente della Commissione europea e ha delega all’Industria. Stiamo parlando di un uomo che è ai vertici del potere politico europeo, un organo dai cui indirizzi dipende la serenità degli abitanti di tutta Europa. L’attuazione o meno di una direttiva europea potrebbe avere effetti di vita o di morte sull’industria per cui lavori, eppure tu Tajani non lo calcoli per nulla.

Perdi tempo ad ascoltare Renzi e le sue baggianate, te la prendi con Berlusconi, voti Monti mentre Tajani riscrive i piani per la siderurgia in Europa, su cui l’Italia era leader mondiale. Abbiamo perso e mercoledì, vedendo tutti i disoccupati che non ci saranno io dimostrerò di avere ragione.

Tajani verrà a esporre i benefici dei fondi europei, sulla cui esistenza e efficacia io non ho da menzionare nulla di negativo. Di Tajani m’infastidisce questo: lui verrà ad Ascoli, territorio de-industrializzato e Castelli lo sa, a dire quanto brava e bella è l’Ue che offre fondi agli imprenditori italiani.

Non ti dirà due cose:
1. L’Italia è finanziatore netto dell’Ue e tu sai quanto bisogno di risorse avremmo in questo momento per far ripartire la domanda attraverso gli investimenti pubblici; nel 2012, a fronte di 15,9 miliardi di euro versati, abbiamo ricevuto 9,7 miliardi. Nel periodo 2008-2012 abbiamo perso 6,2 miliardi/anno mentre nel periodo 2000-2007, 3,2 miliardi/anno. Ma lui ti dirà che è meglio cosi, per tutti, anche per te che sei disoccupato.

2. Tajani non ti dice che la Bce potrebbe erogare fondi infinitamente maggiori rispetto agli attuali e creare, quindi, programmi di piena occupazione. La Bce non lo farà mai poiché, ad oggi, è una succursale della Bundesbank, la Banca centrale tedesca che pilota le scelte di Mario Draghi.

Con la lira, infatti, l’Italia era dotata di ciò che si definisce “sovranità monetaria”: attraverso investimenti pubblici o riduzione delle tasse lo Stato italiano avrebbe potuto utilizzarle come leve per alleviare la crisi economica donando serenità alle famiglie e un futuro agli studenti. Questo l’Italia lo poteva fare e lo ha fatto a lungo perché avevamo la nostra moneta, la lira. Oggi potrebbe farlo la Bce, che crea euro dal nulla, ma non lo farà mai e sui motivi non posso dilungarmi ora.

Oltre a questo, posso aggiungere a discapito di Tajani, che costui non ha mai citato una parola contro i suoi colleghi politici europei quando inveiscono contro l’Italia, rea di non strangolare a sufficienza i suoi cittadini. Mi riferisco alla mancata lotta per l’abolizione del Trattato di Maastricht che impone il limite di spesa a deficit rispetto al PIL del 3%. Limite inventato durante una riunione presieduta dall’allora presidente francese Mitterand, sottolineo inventato e Tajani non dice nulla. Stesso discorso quando impongono all’Italia la riduzione del debito pubblico, cosa assolutamente senza senso al momento attuale, dato che la diminuzione del debito pubblico si tramuterebbe in una riduzione della ricchezza dei cittadini italiani.

Tajani è favorevole all’adozione di politiche volte a distruggere la serenità, l’auto stima delle persone, cioè la base stessa della socialità.

Mercoledì Castelli e i politici locali stenderanno a lui il tappeto rosso.

Chi è artefice del suo mal, pianga se stesso. Mercoledi c’è Tajani a Palazzo dei Capitani. Stop.

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