ANCONA – Assessori regionali da 10 a 6, consiglieri regionali da 42 a 30, taglio degli assessori esterni (al massimo 1), vincolo di scelta del vicepresidente regionale tra i consiglieri eletti: sono alcuni dei provvedimenti contenuti in una proposta di legge regionale approvata dalla Giunta Spacca su proposta dello stesso Presidente della Regione Marche, al fine di modificare lo Statuto regionale.
“La proposta di legge statutaria che sottoponiamo all’attenzione dell’Assemblea Legislativa – dichiara il Presidente Spacca – semplifica la governance regionale, consolida la priorità centrale della riduzione dei costi della politica con atti e fatti concreti, consente alla Regione Marche di rafforzare il suo profilo di sobrietà e virtuosità in termini di risparmi. In questo momento di grandi sacrifici per i cittadini le istituzioni per prime devono dare il buon esempio tagliando i costi di funzionamento degli apparati. Proseguiamo così il percorso di rigore e semplificazione istituzionale intrapreso da tempo che ha già consentito alle Marche di raggiungere risultati di eccellenza a livello nazionale”.
Naturalmente ora l’analisi passa all’Assemblea regionale. Nella nota stampa si legge anche che “tali riduzioni potranno costituire parametri di virtuosità anche nei benchmarking con le altre Regioni per la distribuzione di futuri tagli/finanziamenti di risorse nazionali. Si prevede anche che entro la fine 2012 la giunta regionale, con un’ulteriore iniziativa legislativa ordinaria, adeguerà alle modifiche statutarie la legge regionale numero 27/2004 che disciplina l’elezione regionale. In conseguenza di tale procedura le previsioni della proposta potranno avere la loro efficacia a partire dalla prossima legislatura, come stabilito anche dalla normativa nazionale”.
Si elencano poi ““: “Eliminazione auto blu, soppressione 13 aree vaste, soppressione ente regionale fieristico, soppressione 5 Erap, soppressione Cda Ersu, soppressione Autorità d’Ambito per gestione rifiuti e servizio idrico; riordino Enti Parco; taglio di dirigenti regionali, organismi, spese di rimborso e trasferta; riduzione del costo del personale regionale; taglio dei Consigli di amministrazione; blocco del turnover; incarichi ad interim per gestione di più strutture; estensione agli enti dipendenti delle misure di contenimento della spesa regionale”.
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Invece di sopprimere i cda degli ersu, perchè non ripensa a diminuire il costo di un direttore dell’ersu?
Credo che sia fondamentale per il Piceno che la riduzione dei consiglieri regionali viaggi di pari passo con una revisione della legge elettorale regionale, che impedirebbe di fatto qualunque rappresentanza del Piceno nei piccoli partiti per via di calcoli matematici astrusi e privi di senso. Di quella mostruosità se n’è visto un pessimo esempio alle scorse elezioni, dove l’ex presidente Massimo Rossi, pur ottenendo più del doppio delle preferenze del suo collega anconetano Bucciarelli, e pur avendo un risultato di lista ben superiore al doppio di quanto ottenuto da Rifondazione nella provincia di Ancona, si è visto sorpassare proprio dal collega meno votato per via delle distorsioni introdotte da quel sistema. Ogni sistema ha le sue pecche, ma una riduzione “tout court” dei consiglieri regionali senza una revisitazione della legge elettorale rappresenterebbe un ulteriore vulnus rendendo impossibile l’elezione di consiglieri piceni al di fuori dei due partiti maggiori (quindi sarebbero esclusi pure IDV e UDC compresi). Mi auguro che i rappresentanti dei partiti minori presenti in Consiglio ne tengano conto e che gli enti locali facciano le dovute pressioni per la modifica di questa assurdità.