MONTEMONACO – Vi è un aspetto che non riusciamo a capire della vicenda “Casa Gioiosa” (clicca qui per tutti gli articoli).

Il sindaco Onorato Corbelli afferma a Ilfattoquotidiano.it “la Curia pretese 12 euro a persona al giorno; la nostra controproposta a quel punto fu di 10 euro, e venne accettata”; ““A novembre chiedemmo l’utilizzo di Casa Gioiosa per 3 mesi, proponendo un risarcimento forfettario di 7 mila euro”; la richiesta della Curia “è oggettivamente sbagliata”; “Che senso ha esigere una quota anche per chi ci ha soccorso (Protezione Civile e Vigili del Fuoco, ndr) e ha, tra l’altro, messo in sicurezza le nostre Chiese?”, mentre la Curia smentisce per ben due volte di aver chiesto un conto al Comune.

Intanto, nell’attesa di chiarimenti definitivi, semmai tale parola possa usarsi, leggiamo nel decreto del direttore del Dipartimento per le Politiche Integrate di Sicurezza e per la Protezione Civile della Regione Marche, dello scorso 3 ottobre, questo passaggio (clicca qui per il documento originale: Decreto terremoto)

«– il comma 3, nel quale si stabilisce che la Regione, in base alla proposta di collocazione delle persone formulata dal Sindaco, contrattualizza la struttura ricettiva individuata e si impegna al pagamento delle somme dovute;
– il comma 4, nel quale vengono fissati i corrispettivi massimi da riconoscere al gestore della struttura ricettiva in relazione ai seguenti trattamenti (concordati in base alle esigenze dell’utente):
pernottamento e uso di cucina (€25.00 – oneri di legge inclusi)
– pernottamento e prima colazione (€25.00 – oneri di legge inclusi)
– mezza pensione (€35.00 – oneri di legge inclusi)
– pensione completa (€40.00 – oneri di legge inclusi)
– per bambini fino a 12 anni si applica una tariffa ridotta del 50%».
Dunque, appare chiaro che a norma di legge nessuno, men che mai la Diocesi di San Benedetto-Ripatransone-Montalto Marche, avrebbe potuto chiedere il conto al Comune di Montemonaco. Spetta alla Regione pagare le somme dovute. Come per le decine di alberghi marchigiani che ospitano gli sfollati del terremoto, non sono i Comuni a pagarli, ovviamente.
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