ROMA – “Esprimo la mia più sincera gratitudine a tutti i parlamentari che hanno reso possibile l’approvazione della legge delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale e coordinamento della protezione civile. L’approvazione votata oggi è segno dell’attenzione che il Parlamento tutto ha voluto dimostrare, ancora di più in questo particolare momento, verso un tema chiave, la protezione civile appunto, che ci riguarda tutti, nessuno escluso, perché ha a che fare con le attività, strategiche, per tutelare la vita, i beni e il nostro splendido territorio”.

Così il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha commentato l’ultimo atto dell’iter della legge delega al Governo per il riordino del sistema di protezione civile.

“La riforma – ha proseguito Curcio – consente di rafforzare l’organicità del Servizio Nazionale e pone il Paese di fronte alla sfida, ineludibile, di dotarsi di un sistema di protezione civile che non dimentichi i valori e le esperienze che lo hanno fatto nascere e sostenuto negli anni e, allo stesso tempo, capace di adattarsi alle esigenze e alle aspettative di territori che cambiano”.

La legge delega il Governo ad adottare, entro nove mesi dall’entrata in vigore della stessa norma, uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti, “mantenendo centrali – ha sottolineato sempre il Capo Dipartimento – alcune parole chiavi che sono la forza del nostro Sistema, come il principio di sussidiarietà e la leale collaborazione tra componenti e strutture operative”.

La legge delega, che ribadisce come le attività di protezione civile comprendano la previsione, la prevenzione e la mitigazione dei rischi, la pianificazione e la gestione delle emergenze, nonché le misure per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita, prevede, tra l’altro, che si definisca, con i decreti governativi, l’organizzazione di un sistema policentrico che operi a livello centrale, regionale e locale, prevedendo la possibilità di definire livelli di coordinamento intermedi tra la dimensione comunale e quella regionale.

Altro punto centrale nella delega che il Parlamento ha dato al Governo riguarda la disciplina della partecipazione e delle responsabilità dei cittadini, singoli e associati, alle attività di protezione civile, allo scopo di promuovere la resilienza delle comunità, anche attraverso la consapevolezza dei diritti e dei doveri di ciascuno.

“Compito di questa legge, dei futuri decreti da scrivere e di tutti noi che operiamo quotidianamente credo sia proprio quello di consegnare al Paese – anche sulla base delle esperienze del passato – il migliore strumento possibile affinché le azioni del Servizio nazionale della protezione civile siano sempre più efficienti, anche in prevenzione, rispetto all’organizzazione che l’Italia si è data negli anni e che, oggi, si trova ad avere”.

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