ASCOLI PICENO – Con la siccità crolla del 60 per cento la produzione del fieno necessario all’alimentazione degli animali nelle aree terremotate, caratterizzate da una consistente presenza di allevamenti.

E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme in occasione dell’incontro con centinaia di agricoltori nel Comune di Amatrice (Rieti) ad un mese esatto dal tragico anniversario delle prime scosse per fare un bilancio sulla situazione nelle campagne, sulla ricostruzione, sul mercato e sulle produzioni. Prati e pascoli sono a secco e non riescono a garantire l’alimentazione di mucche e pecore stressate dal caldo e in molte aree colpite dal sisma è necessario utilizzare le altre colture in campo, a partire dal mais, che gli agricoltori stanno cercando di salvare dalla siccità a prezzo di gravi sacrifici in termini economici, con un dispendio considerevole di energia per l’irrigazione.

“Ma la imprese agricole – spiega la Coldiretti – stanno lavorando duro anche per garantire la sopravvivenza delle tipicità che hanno reso note queste zone famose in tutto il mondo”.

E’ il caso della pregiata lenticchia di Castelluccio, uno dei simboli della rinascita delle aree terremotate, che quest’anno vedranno un calo del 30-40% del raccolto a causa della mancanza di pioggia e dei problemi causati dal sisma. Cali di produzione del 10-15% interessano anche il pregiato formaggio pecorino, con gli animali che dopo lo stress da terremoto stanno ora subendo quello da caldo, che ha causato la diminuzione delle quantità di latte raccolto nelle stalle.

In flessione anche la produzione dei tipici salumi di queste aree, dal guanciale al prosciutto, fino al ciauscolo, ma anche dei cereali come grano e farro.

“Proprio per sostenere le imprese terremotate in questo duplice sforzo per rinascere dopo il sisma e superare i problemi causati dalla siccità – annuncia la Coldiretti –  è partita la piu’ capillare iniziativa di solidarietà mai realizzata fino ad ora con la consegna gratuita del gasolio necessario per effettuare le operazioni necessarie”.

L’operazione è realizzata senza alcun contributo pubblico grazie all’impegno di Coldiretti, Consorzi Agrari d’Italia, Eurocap Petroli e del Consorzio Cooperativo Finanziario per lo Sviluppo che hanno messo a disposizione un fondo a sostegno di un’iniziativa che consente di consegnare agli imprenditori agricoli danneggiati delle regioni colpite dai sismi del 24 agosto, 26 e 30 ottobre 2016, un quantitativo consistente di carburante agricolo, che concorrerà all’esecuzione delle principali pratiche colturali estive.

Complessivamente sono circa 800 gli agricoltori danneggiati che usufruiranno del “buono gasolio” in tutte regioni terremotate Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo con una attribuzione personale effettuata sulla base della richiesta dell’anno precedente le scosse. Le assegnazioni andranno, in base alle necessità delle imprese, da un minimo di 100 a un massimo di 2000 litri, al fine di riuscire a dare un contributo il più possibile omogeneo.

“Complessivamente – spiega la Coldiretti – saranno consegnati gratuitamente dai Consorzi Agrari alle aziende agricole ben 565.260 litri di gasolio. Si tratta solo dell’ultimo progetto di solidarietà sostenuto dalla Coldiretti che sotto il coordinamento di una apposita task force ha realizzato numerose iniziative assieme all’Associazione Italiana Allevatori e ai Consorzi Agrari che hanno consentito anche la consegna di mangiatoie, mangimi, fieno, carrelli per la mungitura, refrigeratori e generatori di corrente oltre a roulotte, camper e moduli abitativi. Ma hanno avuto un grande successo – conclude la Coldiretti – anche le operazioni di solidarietà che hanno coinvolto i consumatori, con la vendita dei prodotti terremotati nelle piazze”.

Per aiutare le aree rurali è anche attivo uno specifico conto corrente denominato “COLDIRETTI PRO-TERREMOTATI” (IBAN: IT 74 N 05704 03200 000000127000) dove indirizzare la raccolta di fondi.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 74 volte, 1 oggi)