ASCOLI PICENO – “Sono passati 20 giorni, – afferma l’associazione “Disoccupati Piceni” – da quando abbiamo incontrato il Primo cittadino della città di Ascoli Piceno Guido Castelli. Stiamo aspettando con una certa urgenza la convocazione. Ricordiamo bene che la crisi è iniziata nel lontano 2000, chi ha perso il lavoro in quegli anni ora vive in estrema povertà, perché sono passati 16 anni senza ritrovare un’occupazione stabile. Prima e in quegli anni, molte aziende e multinazionali avevano ottenuto ingenti risorse pubbliche a fondo perduto. In molti Paesi, come la Germania, quando lo Stato concede risorse economiche alle aziende, pretende di entrare nei consigli di amministrazione. Infatti, ad esempio nel consiglio d’amministrazione della Mercedes, oltre agli azionisti, c’è un rappresentante dei lavoratori e della Regione Baviera. Hai tempi della scomparsa e criticata DC, quando furono concessi i finanziamenti alle industrie, si pretese assunzioni con contratto di formazione, che dopo 12 mesi si trasformava in contratto a tempo indeterminato, “lavoro stabile”, che assicurava dignità e sicurezza per il futuro. Appena firmato il contratto, si poteva aprire il mutuo per l’acquisto dell’auto, o della casa, mettere le basi per una famiglia”.

Sono le tante le difficoltà giornaliere che si trova ad affrontare chi ha perso il lavoro in età adulta: “Con la precarietà di oggi, – prosegue l’associazione – e i nuovi contratti a tutele crescenti, i negozi non concedono neanche il mutuo per acquistare un televisore. Si continua a concedere grandi risorse economiche alle imprese, pagate con le tasse dai cittadini, ma in cambio cosa abbiamo? Oggi parliamo di effetto Titanic nella società, perché gli appartenenti ai ceti superiori e chi ha il posto stabile, non risentono della grave crisi. Appunto come nel film “Titanic”, al piano superiore, ascoltavano la musica, mentre i ceti più popolari, avevano già “l‘acqua alla gola”. Il ceto medio e chi ha un’occupazione precaria, oggi è gravemente preoccupato dalla crisi, l’acqua è arrivata alla gola, la crisi economica e la conseguente insicurezza li soffocano”.

Un futuro che si presenta a tinte sempre più fosche per chi è stato travolto dalla crisi: “Nel 2010 sono cominciati i licenziamenti di massa.  – il pensiero dei “Disoccupati Piceni” – Molti lavoratori che avevano sempre lavorato con correttezza e responsabilità, sono stati licenziati, in 24 ore, con il benestare del Governo e delle parti sociali. Era sufficiente che il Governo, obbligasse le aziende che volevano delocalizzare, a versare all’Inps tutti i contributi dei dipendenti licenziati, in modo che il lavoratore raggiungesse la pensione e non ci fossero tutte queste famiglie in grave difficoltà. Anzi il Governo ha innalzato l’età pensionabile, dai 35 ai circa 43 anni. Contemporaneamente sono stati ridotti gli ammortizzatori sociali e abolita la mobilità. (La legge Fornero a ridotto a due anni gli ammortizzatori e allontanato l’età pensionabile). In queste condizioni, senza un ammortizzatore modulato alla precarietà del lavoro, con la Cancellazione delle tutele del “art.18” e l’introduzione job act, il futuro per i lavoratori è molto grigio”.

L’associazione ribadisce quella che è la sua proposta: “Noi pensiamo e chiediamo un ammortizzatore sociale senza scadenza, che copra ogni periodo di disoccupazione e garantisca quindi un salario per vivere e i contributi per la pensione. “Ogni volta che il cittadino è senza occupazione e reddito”, deve essere tutelato, come ha detto e ribadito dal 1992, l’Unione Europea. Serve inoltre rilanciare l’occupazione con un nuovo modello di sviluppo economico e sostenibile. Sappiamo bene che trovare a 40 anni un impiego stabile è difficile, a 50 anni è quasi impossibile. Chiediamo di concedere ai disoccupati ultracinquantenni, che hanno già versato almeno 30 anni di contributi presso l’Inps, la possibilità di andare in pensione, senza aspettare i fatidici 43 anni contributivi, che sono ora difficilmente raggiungibili con la precarietà del lavoro introdotta dal job act. Una specie di prepensionamento. Raggiunti i 30 anni di versamento contributivo, si può decidere di andare in pensione senza limite di età. Oppure, ottenere almeno la possibilità di anticipare annualmente al lavoratore over 50 senza occupazione, una parte dei propri contributi, versati presso l’Inps, per sopravvivere con dignità. In ogni caso Insistiamo dicendo che per noi, il migliore ammortizzatore sociale è il lavoro stabile e sicuro. Basterebbe ridurre l’orario di lavoro e lavorare tutti. Si potrebbe iniziare l’esperimento nelle amministrazioni e le aziende partecipate pubbliche. Forse una proposta che ritorna di moda, e per ora non molta considerata, ma alcuni autorevoli studi prevedono che nei prossimi anni, l’avvento delle nuove tecnologie e la robotizzazione nelle industrie, comporterà una considerevole perdita di forza lavoro”.

Ricordiamo che una delegazione dei “Disoccupati Piceni” sarà presente il martedì e venerdì al mercato di San Benedetto del Tronto, e giovedì e venerdì pomeriggio ad Ascoli Piceno in Piazza Arringo. Per chi fosse interessato a partecipare alle attività dell’associazione è possibile aderire al gruppo WhatsApp “Disoccupati Piceni” al numero 334 7555 410 od a quello Facebook per essere informati sulle prossime iniziative.

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