ASCOLI PICNO – La Sezione “William Scalabroni” di Italia Nostra diffonde un comunicato attraverso il quale chiede maggiore tutela e valorizzazione del Ponte Romano sul Rio San Giuseppe di Mozzano.

“E’ veramente eccezionale la presenza nel territorio Piceno di pregevoli testimonianze della civiltà romana. Tra queste si distinguono per l’eleganza dei manufatti, per la perfezione tecnica delle costruzioni, per l’uso di materiali solidi ed eleganti, i tanti ponti che hanno resistito, indistruttibili, al trascorrere del tempo, agli eventi atmosferici, alle crisi sismiche, all’opera distruttiva degli invasori e degli abitanti del luogo.

Ma, ora, per tanta bellezza sembra non si nutra alcun interesse. Così questi reperti giacciono, per lo più, in una condizione di sostanziale abbandono e talvolta di insopportabile degrado.

E’esemplare a riguardo la condizione del Ponte Romano di epoca augustea realizzato sul Rio San Giuseppe a Mozzano. Già in altra occasione la Sezione ritenne di fare una segnalazione sulla condizione in cui il sito versava, quando rilevò che proprio l’alveo del rio risultava riempito da un’enorme quantità di materiale di risultata probabilmente prodotto da scavi o interventi edilizi, che avrebbe potuto creare un vero e proprio effetto diga, con il pericolo estremo per la stessa sopravvivenza dell’antico ponte in caso di piogge eccezionali. A seguito della segnalazione questi materiali, furono portati via e depositati nella apposita discarica come previsto dalle normative, eliminando così la condizione di pericolo per l’integrità del ponte.

Ma niente fu fatto per valorizzare questa importante testimonianza di civiltà. Recentemente, nell’effettuare dei sopralluoghi per acquisire una documentazione fotografica da utilizzare per la pubblicazione del Calendario dedicato ai Sistemi Fluviali delle Terre della Primavera Sacra e della Riviera delle Palme, si è constatato che l’arcata del ponte risulta completamente coperta da piante rampicanti che oscurano del tutto la vista dell’elegante manufatto e creano le sicure condizioni per minarne la sicurezza e l’integrità, sì da poterne determinare un possibile definitivo crollo e quindi la sua definitiva scomparsa, dopo circa duemila anni di presenza nel nostro territorio.

Non possiamo non fare un pressante appello perché si provveda a sciogliere il mortale abbraccio delle piante con l’antico ponte per conservarne ancora la sua integrità. Naturalmente auspichiamo che, contestualmente, si avvii anche l’opera di valorizzazione sistemica di questo ponte e di tutti gli altri reperti di epoca romana presenti nel territorio realizzando in concreto quanto indicato dalla Sezione nella proposta per la realizzazione del Distretto delle Risorse e delle Testimonianze di Civiltà delle Terre della Primavera Sacra e della Riviera delle Palme. Ad ogni buon conto, per evitare che le nostre segnalazioni non si sostanzino in forme di vuote declamazioni e sterili lamentele, la Sezione provvederà, appena possibile, a fornire una documentazione fotografica di tutti i più importanti reperti di epoca romana presenti nel territorio ed in particolare dei resti della strada Salaria e dei Ponti ancora esistenti per consentire un possibile concreto avvio della loro valorizzazione sistemica, realizzando così almeno in parte quanto indicato nella nostra Proposta di Distretto.

Nel frattempo ci auguriamo che, in attesa che si avvii questo fondamentale processo di valorizzazione, gli amministratori e gli organi competenti intervengano, a seconda del loro livello di competenza e responsabilità, almeno alla eliminazione delle piante che in atto mettono concretamente in discussione l’integrità del ponte e la sua stessa sopravvivenza. Certi di un sollecito e positivo riscontro alla nostra accorata segnalazione, ringraziamo sentitamente”.


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