ASCOLI PICENO – Sulla vicenda che vede coinvolto, con una denuncia presentata alle Forze dell’Ordine, il cittadino ascolano Raniero Bertoni, 54 anni, e un bar di Piazza Cantalamessa ad Ascoli, i titolari dell’esercizio hanno scritto una nota nella quale affermano di credere “fermamente nella libera informazione, di un informazione volta però a tutelare entrambe le parti coinvolte nell’accaduto. Una vicenda ha sempre due versioni. Nel redigere l’articolo apparso quest’oggi su “Fan Page” il giornalista non ha assolutamente ascoltato, né tantomeno riportato la versione di entrambe le parti interessate. Ricordiamo inoltre ai leoni da tastiera di non prendere sempre per vero ciò che leggono, di riflettere prima di esporsi a qualsiasi tipo di giudizio, perché i loro insulti,le loro cattiverie, le loro parole indicibili e irripetibili feriscono”.

“Feriscono delle persone, persone reali, feriscono le nostre famiglie e i nostri figli, feriscono noi lavoratori,che da trent’anni a questa parte svolgiamo questo mestiere con amore e rispetto, senza pregiudizi, avversioni e discriminazioni alcune. La realtà dei fatti è stata distorta ed alterata. Ci auguriamo che il nostro diritto di espressione e di replica sia ugualmente meritevole di ascolto come quello del signor Bertoni. A riprova delle nostre affermazioni alleghiamo quanto segue: un messaggio sulla nostra pagina Facebook, inviatoci dal Signor Bertoni“.

Messaggio che per questioni di privacy, essendo equivalente a posta privata tra il Bertoni e i gestori del bar, non divulghiamo. Ad ogni modo di uno scambio del 19 ottobre 2017 nel quale Bertoni si complimentava perché il bar nonostante avesse la fama di “essere un covo di nazisti” non praticava in realtà una discriminazione per i gay.

 


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