VALLE CASTELLANA – Praticamente un blitz, senza preavviso. “Voglio che le persone si sentano libere di parlare e raccontare, non mi interessano le fazioni organizzate. Il disagio di una popolazione che vive in condizioni ambientali molto complicate non può essere cavalcato da nessuna parte politica. Visiterà tutte le frazioni, Valle Castellana deve rimanere a Teramo e non è una questione che riguarda solo la nostra provincia ma tutto l’Abruzzo”.

Così ieri, 30 gennaio,  il presidente della provincia di Teramo, Diego Di Bonaventura che si è recato a Pietralta, una delle numerose frazioni di Valle Castellana, il comune a confine con il territorio di Ascoli Piceno dove l’8 marzo si vota per decidere se rimanere in Abruzzo o chiedere l’annessione alle Marche.

Valle Castellana, incastonata fra i Monti della Laga, è uno dei territori messo a dura prova dalle caratteristiche di questo territorio, tanto suggestive quanto complesse. Interessata da importanti fenomeni di dissesto idrogeologico con piccole frazioni scarsamente abitate e un reticolo di strade spesso interessato da frane e smottamenti.

“La vivibilità quotidiana è messa a dura prova – sottolinea Di Bonaventura – la manutenzione delle strade, qui, con le condizioni ambientali esistenti, ha costi altissimi e negli ultimi anni non c’è stata quella manutenzione costante ordinaria e straordinaria indispensabile a garantire una viabilità accettabile. Valle Castellana deve rimanere a Teramo, non vogliamo nemmeno prendere in considerazione altre alternative che, peraltro, non sarebbero affatto risolutive dei problemi di questa zona”.


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