ASCOLI PICENO – Un ventaglio di iniziative a sostegno del settore zootecnico marchigiano. Sono diverse le opportunità che la Regione sta offrendo agli allevatori per superare la crisi economica innescata dal Coronavirus.

“Sono aiuti che mettiamo a disposizione di un comparto economico che rappresenta un pilastro dell’agricoltura marchigiana e una fonte di reddito insostituibile per le aree interne. Gli allevatori garantiscono un importante presidio per assicurare la valorizzazione e la conservazione del paesaggio, la conservazione dei suoli, il contenimento del rischio idrogeologico”, afferma la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura.

Tra le misure proposte, si segnala il bando (scaduto il 22 giugno) per indennizzare gli ovinicoltori delle perdite economiche dovute alla mancata vendita degli agnelli nel periodo pasquale. Sono pervenute oltre 300 domande, con richiesta di 300 mila euro di contributi, a fronte dei 250 mila stanziati. Gli indennizzi premiano, con un rimborso più elevato, le pecore iscritte al circuito “Agnello del Centro Italia”.

Un altro bando, ancora aperto (scadrà il 30 giugno), compenserà i produttori di latte bovino, bufalino e ovicaprino per la mancata vendita o trasformazione del prodotto. A disposizione ci sono 600 mila euro, con possibilità di sommare i contributi fino a 20 mila euro per azienda. Gli indennizzi sono maggiori per la filiera del latte di qualità Qm. Venerdì 19 giugno è stato aperto un ulteriore bando, con uno stanziamento di 450 mila euro, per garantire la ripresa e lo sviluppo degli allevamenti bovini da carne di qualità (vitelli nutriti con latte materno, poi erba e fieno).

L’importo maggiore verrà riconosciuto per le nutrici di razza bovina marchigiana. Altri bandi, poi, a beneficio delle zone terremotate, rientrano nel quadro degli aiuti per l’emergenza Covid-19.

“Abbiamo voluto rafforzare le agevolazioni a favore dei tanti allevatori di bovini ed ovicaprini, sia del settore latte che carne, provati dall’emergenza Covid-19 – commenta Casini – Abbiamo semplificato le modalità di presentazione delle domande (eliminando ogni documentazione da allegare), la modalità di calcolo, facendo riferimento a contributi a capo. Abbiamo inoltre fatto confluire tutti i contributi nel Quadro temporaneo degli aiuti per l’emergenza Covid-19 e quindi siamo usciti dal regime Ue del de minimis (tetto massimo delle agevolazioni) che, per molte aziende, risulta troppo vincolante. Sono settori strategici dell’agricoltura marchigiana e, in questa fase storica, la Regione deve essere vicina a chi è più in difficoltà”.


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