ASCOLI PICENO – “Difficoltà di reperire la manodopera nelle campagne del territorio perché mancano i lavoratori stranieri bloccati da nuovi lockdown e gli italiani, dopo un primo ‘ritorno all’agricoltura’ post emergenza, ora sembrano preferire forme di sussidio o altri settori“.

E’ quanto fa sapere la Cia-Agricoltori provinciale di Ascoli, Fermo e Macerata che segnala la difficoltà di alcuni imprenditori del territorio nel reperire manodopera per le raccolte stagionali.

“In questo modo il rischio di danno è doppio – segnala Cia provinciale – non poter seguire le corrette tempistiche di raccolta e dover sostenere costi aggiuntivi per assunzione di manodopera che magari rimane solo per poche ore”.

“Alcuni titolari di aziende agricole – fanno sapere dalla Cia provinciale – hanno difficoltà ad assumere persone che non si sono mai presentate al lavoro. Molti, piuttosto che venire a raccogliere la frutta, con  tariffe pagate sono assolutamente corrette, hanno preferito continuare a percepire il sussidio. Con questo sistema è difficile avere stabilità di manodopera per garantire il prodotto al mercato nei tempi necessari, per non parlare del fatto che gli oneri delle assunzioni devono essere pagati anche se il lavoratore non si presenta”.


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