ASCOLI PICENO – Mesi di critiche, polemiche furiose, dati, pareri. Il Covid Fiera Hospital di Civitanova sta avendo negli ultimi giorni una nuova centralità nella discussione pubblica marchigiana, a causa dell’espansione dei ricoveri per Covid-19 in regione e per la riapertura e progressivo uso del centro a favore di pazienti lì ricoverati.

Questo ha portato ad improvvide esternazioni di esponenti della ex giunta Ceriscioli, a partire dall’ex presidente della Regione stesso, e a seguire degli ex assessori Angelo Sciapichetti, maceratese, e Anna Casini, ascolana. I quali si sono vantati della scelta compiuta a suo tempo rinfacciando ai critici la bontà della loro decisione.

Non torneremo sui perché, a nostro parere e fin dalla fine di marzo – confortati da analisi sempre più attenti di esperti del settore sanitario – abbiamo via via valutato il Fiera Hospital di Civitanova un grave errore gestionale, che stiamo pagando come cittadini marchigiani proprio in questi giorni. Lasciamo gli approfondimenti alla lunga serie di link in coda a questo articolo, per chi ne avrà voglia.

Qui si va a sottolineare come le critiche espresse da noi e da tanti altri, abbiano trovato conferma proprio oggi, 17 novembre, da due massimi protagonisti. Uno, l’attuale assessore regionale Filippo Saltamartini, che è sì un esponente della Lega e quindi avversario dell’ex giunta ceriscioliana, ma che è stato anche colui che ha riaperto il Fiera Hospital poche settimane fa facendo andare in estasi gli ex assessori.

L’altro è proprio lui, Guido Bertolaso, giunto alla seconda, o terza, giovinezza proprio a causa dell’emergenza covid. Prima richiamato da Fontana in Lombardia, giusto in tempo per far realizzare un Fiera Hospital a Milano, giunto in fretta nelle Marche per far aprire il Fiera Hospital civitanovese, da lui ribattezzato l’Astronave, ed ora approdato, nella terza versione della propria trinità, in Umbria, alla corte della presidente Donatella Tesei (Lega, tanto per essere bipartisan).

Sempre a titolo gratuito, lui, per le sue consulenze emergenziali, il Bertolaso, tra l’altro residente a Santa Vittoria in Matenano, paesino del Fermano arroccato a 700 metri sull’Appennino, ha dichiarato all’Ansa lo scorso 6 novembre:

“Non andremo a realizzare delle strutture ex novo come, appunto a Milano e Civitanova, ma a intervenire su strutture già esistenti, magari ampliandole nella disponibilità delle terapie intensive e quindi sarà un lavoro più semplice e rapido”. Bertolaso specifica che gli interventi verranno eseguiti “soprattutto sugli ospedali esistenti”.

In pratica Bertolaso fa tutto quello che qui nelle Marche gli è stato criticato, e difeso fino allo stremo da Ceriscioli e compagnia.

Dopo queste dichiarazioni, crediamo che della bontà del Covid Fiera Hospital non sia più il caso di occuparci – ci si potrà affidare a questo articolo in caso di estemporanee esternazioni. La parola fine sugli errori del passato è stata implicitamente ammessa, e ci si potrà dedicare con più attenzione ai tanti problemi dell’oggi, alle scelte prese dall’attuale giunta regionale e dai tecnici, nel bene o nel male.

Sotto una sorta di “rassegna stampa” sul Covid Fiera Hospital, per rinfrescare la memoria.

“Progetto100” serve? Terapia Intensiva inizia a scendere: i numeri. C’è uno studio sul “picco” di metà aprile?

La lezione di Maffei a Ceriscioli & c.: “Progetto 100 soluzione peggiore del male”

Scusate Ceriscioli e Bertolaso: ma 1150 ricoverati, entrerebbero tutti al Fiera Covid Hospital?

“Progetto100 è giustificato dai numeri? Se si ha una villa non si va a dormire in tenda in giardino”


Copyright © 2020 Riviera Oggi, riproduzione riservata.