ASCOLI PICENO – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Francesco Ameli, segretario provinciale dei Giovani Democratici, in merito alla mancata approvazione, nella seduta di ieri, dei punti proposti dall’opposizione sulla cittadinanza ed il diritto di voto agli stranieri
La Bocciatura per un solo voto dei tre Odg, proposti dall’opposizione in provincia sulla cittadinanza e diritto di voto ai nuovi italiani, mostra ancora una volta l’arretratezza culturale e politica della destra picena.
Si è persa l’occasione per un gesto di civiltà, ed è sconcertante constatare come persone che non perdono occasione per dichiarare il proprio operato riconducibile ai valori cristiani, primi fra tutti alcuni esponenti del Pdl, possano aver bocciato delle proposte cosi importanti, che mettevano al centro la persona umana e che sono state anche oggetto di discussione e proposta della Presidenza della Repubblica.
I Giovani Democratici, in collaborazione con il gruppo consiliare provinciale Pd, hanno promosso un Odg che voleva dare voce al grande movimento d’opinione formatosi in Italia e nello stesso Piceno , speranzosi di una apertura mentale della destra.
Purtroppo, il qualunquismo politico alla cui fonte questa destra locale si abbevera ha ancora una volta dato il peggio di sé negli interventi in aula, con imbarazzanti argomentazioni, che quasi riecheggiano certi toni e parole usate in periodi bui del nostro passato.
Questa decisione ci lascia l’amaro in bocca, ma non potrà che aumentare il nostro impegno per rivendicare le nostre idee e le nostre proposte alternative ad un sistema culturale miope e discriminatorio di cui l’Italia può e deve fare a meno.
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Non conosco le argomentazioni usate per la bocciatura, e se sono pessime naturalmente mi guardo bene dal condividerle. Vi sono però delle ragioni che indicano di essere prudenti su questo argomento. Non conosco bene i dettagli della richiesta, ma in Europa non vi è un solo Stato dove si applica lo jus soli. Poniamo che io e mia moglie ci trasferiamo in Olanda per lavorare, e nasca un bambino: mi parrebbe strano che soltanto così quel bambino potrebbe essere considerato di nazionalità olandese. Non servirebbe qualcos’altro? Ad esempio almeno vivere in Olanda per qualche anno fino a frequentare almeno qualche anno di scuola elementare? Perché se io lavoro due anni in paese e ho un figlio in quell’intervallo, che relazione c’è tra quell’intervallo e la nazionalità del bambino?
Se invece queste distinzioni sono prese in considerazione, magari fatemelo sapere. grazie
Concordo in tutto. Lo jus soli è una follia.
Provvederò a mandare il testo dell’ODG al fine di una più trasparente valutazione.
Francesco Ameli