ASCOLI PICENO – Spente le luminarie e la musica natalizia in Piazza del Popolo, i commercianti del centro fanno i conti con gli incassi delle feste appena trascorse e confrontano la situazione con gli anni passati.
Positivo il parere di Franca Alesiani, responsabile della Libreria Rinascita di Piazza Roma, che afferma: “Gli acquisti di Natle quest’anno sono andati bene. Come sempre del resto. Una leggera flessione con questa crisi era inevitabile – nota la signora – ma grazie ai numerosi eventi che organizziamo sempre e al bar interno, riusciamo ad attirare la clientela”.
“Visti i presupposti, non ci possiamo lamentare tutto sommato”- dichiara, riferendosi alla crisi e all’inizio precoce dei saldi, Nadia Di Matteo, proprietaria di Nadìm in via del Trivio. “Io e la mia socia giriamo l’Italia e l’Europa da 5 anni per portare ad Ascoli bijoux e capi d’abbigliamento esclusivi e il periodo natalizio di quest’anno per noi è stato un banco di prova, vista la nuova posizione del nostro esercizio qui in via del Trivio”. Nadia ha notato anche una certa affluenza di turisti: “Il 31 in particolare il nostro negozio era pieno di turisti, che ci chiedevano l’orario di apertura del giorno seguente!”.
Anche Luca Fiorillo, del bar Backstage in Piazza del Popolo, ha servito diversi turisti: “Ne ho visti molti soprattutto la mattina”. A proposito della vitalità del centro storico, il ragazzo afferma: “Negli ultimi anni il centro è un po’ morto a causa dell’apertura dei centri commerciali, però nel periodo prenatalizio, vuoi per lo shopping, vuoi per la passeggiata in piazza, c’è più movimento e passa più gente anche qui al bar”. La crisi però ha colpito in certa misura anche i bar del centro, infatti: “L’ultimo 31 non è stato a livello degli anni passati” considera Fiorillo.
Secondo la signora Pavoni, altra commerciante del centro, l’afflusso di turisti durante le vacanze natalizie “Non risolve niente a chi ha un esercizio commerciale in centro da mantenere tutto l’anno!”- e aggiunge- “Le vendite di Natale vanno male da un pezzo, ma quest’anno è stato decisamente il peggiore. Io sono in commercio da sempre, quindi è una considerazione che posso fare razionalmente.” La signora esprime il suo parere anche sulla fiera di Natale, la cui organizzazione a ridosso delle festività natalizie ha suscitato non poche lamentele da parte dei negozianti: “Io sono d’accordo affinché si organizzi la fiera e so che non è facile mettere tutti d’accordo, però magari si sarebbe potuto scegliere il 21 dicembre come giorno e non il 23”.
Nei supermercati gli affari non sono andati male: “Certo, la gente ha fatto una spesa oculata e mirata, però non ha rinunciato a niente, neanche in un anno così duro come questo”- dice Patrizia Mariani, socia proprietaria del Tigre di Piazza Immacolata. Aggiunge l’altro proprietario Guerrino Giorgi: “Gli incassi non hanno subito flessioni sotto Natale perché in molti hanno preferito mangiare a casa piuttosto che andare al ristorante. È dopo Natale che bisognerà rifare i conti”.
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Dal sottotitolo leggo: “Buoni gli affari nei supermercati e meno nei RISTORANTI”. Dove sono le interviste ai ristoratori? Non ne vedo mezza. A me è capitato di andare a pranzo/cena 3 volte durante le feste in vari ristoranti… se non avessi prenotato sarei rimasto fuori.
…Ehm… Sono del settore….. Purtroppo la ristorazione è clinicamente morta. Lasciamo perdere i giorni di Natale e Capodanno, che non fanno testo. Credimi…. La Ristorazione è morta. Colpa dei bar che fanno i Ristoranti, colpa delle USL che ti obbligano a vincoli incredibili, colpa delle materie prime che sono aumentate, Colpa dell’IVA, colpa della difficoltà di assumere qualcuno, colpa della gente che vuole tanto , ma spende poco, colpa di questo e colpa di quello…. Colpa di un mondo che cambia…..
A me non sembra che sia morta e, anzi, nel caso di Ascoli, anche grazie al lento ma consistente sviluppo turistico, la ristorazione si sta rafforzando. Ci sono tantissimi nuovi ristoranti che vanno bene e che si tengono a galla anche a distanza di anni.
Comunque ognuno può portare le sue esperienze, le sue opinioni, le sue testimonianze. Resta il fatto che la giornalista nel sottotitolo parla di ristorazione in calo ma nell’articolo non c’è neanche mezza intervista ad un ristoratore.