COLLI DEL TRONTO – “Adesso me – in viaggio, oltre Santiago” è il libro di Simona Giannetti, classe 1986, residente a Colli del Tronto e cittadina del mondo. L’autrice racconta un viaggio alla scoperta di se stessa, del valore della libertà, della riappropriazione dei propri bisogni e di nuove percezioni della bellezza.

Simona Giannetti ha presentato di recente il suo libro, lo scorso 21 gennaio, durante la giornata organizzata dalla Confraternita di San Jacopo, Capitolo Piceno dedicato ai propri pellegrini, a Colli del Tronto.

L’opera della Giannetti riscuote successo e aiuta le persone a porsi domande diverse da quelle della routine quotidiana. Nella frenesia dei ritmi che la società odierna impone, fermarsi a riflettere aiuta lo spirito a ritrovare la spinta per meravigliarsi di quello che ha realmente valore.

Il tuo libro racconta un viaggio in solitaria, che attraversa Lourdes, i Pirenei fino a raggiungere Santiago. Cosa spinge una ragazza di trent’anni a compiere un percorso così particolare? 

“Le motivazioni sono state molte, avventurarmi in qualcosa di ignoto sicuramente appagava la mia voglia di avventura, di mettermi in gioco, di misurarmi facendo qualcosa in cui avrei dovuto impiegare ogni mia forza, una forza che dopo un lungo periodo di alienazione, avevo perso.

Santiago è da sempre una meta di arrivo, e partire a piedi dal luogo in cui sarei dovuta atterrare mi sembrava la cosa più ovvia visto il tempo a disposizione, ed in questo caso avrei collegato due grande mete religiose, Lourdes a Santiago. Nel mezzo c’ero io e le mie scelte, le mie paure, i miei dubbi e le mie certezze, c’era il mio cuore che mi avrebbe portato dove lui stesso voleva”.

Credi che la necessità di cambiamento verso uno stile di vita maggiormente legato all’interiorità, alla ricerca dei propri desideri, sia un sentimento largamente condiviso?  

“Nonostante abbia la fortuna di essere circondata da persone di grande animo, sono una solitaria, un’eterna sensibile che spesso trova difficoltà a condividere la propria visione della vita; ma non credo nell’estremismo. Sono consapevole che non è facile nell’odierna società, poter condividere uno stile di vita legato all’interiorità e alla ricerca dei propri desideri, ma a piccole dosi e con la giusta predisposizione è possibile; se non condiviso, sicuramente compreso”.

Ti definisci una scrittrice, oppure la scrittura è diventata uno strumento per esprimere le sensazioni provate durante il viaggio?

“Non posso affermare di esser una scrittrice, ma la scrittura mi ha sempre aiutato ad esprimere tutto ciò che avevo dentro, in primis l’amore per la Natura e quelle emozioni uniche che si possono provare lasciandosi travolgere da essa, così come dal mio “eterno andare”. Con il tempo scrivere mi ha aiutato a condividere con gli altri quelle emozioni che da amante della solitudine, vivo spesso in solitaria, in un mondo che definisco “tutto mio”. 

Da subito, hai pensato che “Adesso me” sarebbe diventato un libro? Se si, a quale lettore tipo dedicavi le parole, maturate durante il viaggio? 

“Adesso me” nasce da un periodo particolare, in cui non riuscivo ad accettare il mondo che avevo intorno. L’idea di mettere a nudo le sensazioni e la descrizione di quel viaggio e del mio cambiamento è nata qualche mese dopo il mio rientro, avevo voglio di dare ciò che avevo imparato, ripercorrendo giornalmente tutto il percorso fatto mettendolo nero su bianco, pensando di poter rivolgere il mio aiuto a coloro che avevano bisogno di una spinta per partire, un pizzico di coraggio per cambiare e per chi, aveva solo bisogno di consigli.” 

Durante le presentazioni del tuo libro, entri a contatto con il tuo pubblico. Come lo classificheresti? 

“Finora ho avuto sempre un pubblico sopra le mie aspettative, attento, interessato e curioso, ed è questo ciò che credo smuova la vita di ognuno di noi, la curiosità, indipendentemente dall’eta e del ceto sociale, che è sempre stato molto vario, devo ammettere.  La loro partecipazione attiva mi ha decisamente regalato delle grandi emozioni.”

Francesco Grandi, scrittore veneto, ha scritto: “Torno dal viaggio, e sono una persona nuova. Ho un piano. Mi servono dei soldi, ve lo concedo. Ma non vi concedo più il mio tempo. Non vi concedo più la mia vita. Mi avevate illuso, e mi ero infilato in una gabbia. Vi avevo creduto. Mai più.”

Sapresti indicarmi tre nuovi sentimenti o sensazioni, che avevi dimenticato prima o hai scoperto durante il viaggio?

“Ritrovo in questa citazione una sensazione davvero familiare. Leggerezza, libertà e condivisione. Credo che in queste tre sensazioni sia racchiuso il mio viaggio. Una leggerezza che non ricordavo dall’infanzia, la libertà finalmente di essere me stessa senza badare a giudizi che da sempre hanno legato delle fragili ali, e la condivisione era ormai per me una sensazione dimenticata, ritrovata, come la felicità che può nascere da essa”. 

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