Leggi qui la Nota Integrale nota 07 novembre 2018_appignano e casteldilama

CASTEL DI LAMA – Signornò. Ed è un doppio no quello firmato dai sindaci di Castel di Lama Mauro Bochicchio (M5S) e di Appignano Sara Moreschini (Pd) e indirizzato, oltre che ad una lunga serie di rappresentanti istituzionali, nella sostanza ad Ascoli Servizi Comunali e al sindaco di Ascoli Guido Castelli, il quale, proprio in giornata, è tornato sul tema della gestione dei rifiuti sottolineando la posizione di A.s.c.

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Ascoli Servizi, forte di parere favorevole dell’Arpam, ha scritto ai sindaci del Piceno spiegando che vi è la possibilità di conferire nuovi rifiuti nella quinta vasca, a causa della riduzione del volume di quelli già conferiti, ad un costo di 50 euro a tonnellata rispetto ai 120 di costo del conferimento attuale nelle discariche del Fermano.

Per i due sindaci la proposta di “recupero volumetrico rappresenta un vero e proprio sormonto in quanto il profilo di capping (copertura, ndr) proposto risulta essere diverso da quello autorizzato”.+

“Le coperture definitive della quarta e della quinta vasca dovevano essere ultimate entro il 31 ottobre ma ad oggi la società risulta inadempiente su entrambe le vasche. In particolare sulla vasca 5 è stata realizzata l copertura definitiva solo sulla porzione sud-est. L’abbancamento di ulteriori rifiuti ritarderebbe ulteriormente un capping già fuori tempo massimo. Di fatti ogni giorno di ritardo fa sì che aumentino le infiltrazioni di acque meteoriche che fanno aumentare la produzione di percolato generando ulteriori vulnerabilità legate alla già compromessa stabilità dei versanti” spiegano i due sindaci.

Inoltre, sempre secondo Moreschini e Bochicchio, “il nuovo sormonto, difforme da quello autorizzato, dovrebbe quindi essere nuovamente riprogettato e autorizzato con evidenti ulteriori ritardi nella sua realizzazione”. Si segnala (si legga il Pdf allegato) anche che vi possano essere anomalie nella deformazione della paratia della vasca, e inoltre che sono necessari pareri di organi “tecnici e tecnico-sanitari e che quindi sia necessario più di un parere tecnico”, quello della sola Arpam.

“L’urgenza della copertura non è più rimandabile, anche perché questo è un periodo soggetto a cambiamenti climatici che, l’abbiamo visto in questi giorni, ha messo il nostro Paese in ginocchio e non possiamo permetterci scelte scellerate basate su effimeri risparmi di natura. Per cui non risulta motivato e motivabile l’utilizzo della decretazione d’urgenza”.

 

 

 


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