ANCONA – E’ sulla parità di genere il primo scontro tra la maggioranza di centrodestra marchigiano, pronta ad insediarsi nel Consiglio Regionale e fresca delle nuove nomine di giunta, e il centrosinistra. L’attuale consigliera regionale Manuela Bora (Pd), ex assessore nella precedente giunta Ceriscioli, annuncia un ricorso legale, assieme alla consigliera di Parità Paola Petrucci (candidata nel collegio ascolano con la lista Dipende Da Noi).

Il motivo dell’indignazione della Bora è la presenza di una sola donna nella giunta Acquaroli: l’ascolana Giorgia Latini (Lega). La quale tra l’altro si è dovuta addirittura dimettere da deputata, in un’operazione più unica che rara, probabilmente per evitare che la giunta fosse un monocolore maschile.

“Solo una donna. Una soltanto. E che non potrà nemmeno incidere sulla prossima programmazione europea o sulle linee di indirizzo del Recovery Fund – scrive – Questo è lo spazio che, secondo il neo presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, le donne meritano nella sua Giunta“.
“Mentre passo dopo passo in questi anni abbiamo cercato di realizzare con politiche mirate una parità di genere effettiva, il nuovo esecutivo procede a passo di gambero. Si tratta infatti di un brutto salto all’indietro, che fa dello Statuto regionale carta straccia, violando il principio secondo cui la Regione Marche garantisce pari accesso alle cariche elettive e negli incarichi di nomina del consiglio e della giunta”.
“Questo è il fare di chi pensa che la politica debba essere nelle mani di soli uomini. Assieme alla Consigliera di Parità Paola Petrucci ci mobiliteremo nelle prossime ore per impugnare l’atto di nomina della Giunta con conseguenti azioni legali. Nessun eventuale cavillo giuridico potrà mai cancellare la macchia indelebile di questo esecutivo” conclude Manuela Bora.

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