ASCOLI PICENO – Attanagliata, per forza o per volontà, ad un passato lontano: periodicamente Ascoli si ritrova ingabbiata in polemiche riguardanti il fascismo e l’antifascismo. Cosa che avviene raramente in altre città, e invece di frequente nel capoluogo piceno.
L’origine delle polemiche, stavolta, risiede in un quadro restaurato (opera di Aldo Castelli) che è stato posto, venerdì pomeriggio, nell’aula magna dell’Istituto Tecnico per Geometri Umberto I. L‘Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) provinciale, i Giovani Democratici, Rifondazione Comunista e il capogruppo del Pd Stefano Corradetti si sono così sollevati nei confronti di tale scelta.
“L’Anpi esprime profonda preoccupazione: ci si chiede se sia opportuna la sua collocazione in una scuola, luogo deputato alla formazione dell’uomo e del cittadino, come sancito dalla Carta Costituzionale, nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione al nazifascismo – scrive l’associazione partigiana – Ascoli, città e provincia Medaglia d’Oro al Valor Militare per Attività Partigiana, ha costruito il suo nuovo corso sulla difesa dei Valori di Democrazia e rispetto delle Istituzioni e per questo si rivolge proprio alle Istituzioni cittadine perché l’opera abbia una diversa collocazione. D’altronde, non crediamo che nelle scuole di Bucarest, Mosca o Berlino sarebbe possibile esporre oggi ritratti di Ceausescu, Stalin o Hitler, senza suscitare l’indignazione e la protesta dei cittadini. Ci chiediamo, infine, in questi tempi di ristrettezze di bilancio, chi ha ordinato il restauro e quanto è costato“.
Stefano Corradetti risponde alle parole del preside Arturo Verna “già vicesindaco in una amministrazione di destra”: “Ipocritamente sostiene che l’iniziativa abbia una valenza artistica, e culturale, ma va semplicemente ricordato che è stato il corso della storia stessa, a rimuovere quel dipinto, così come furono rimossi, dopo la liberazione, i simboli del fascismo in tutti luoghi pubblici”.
I Giovani Democratici marchigiani, attraverso le parole di Matteo Terrani, esprimono “sconcerto: è inaccettabile che all’interno di un ambiente scolastico si possa concepire una simile scelta ed è ancor più inquietante la giustificazione data dal preside che sminuisce la vicenda bollando quel ritratto come “un fatto artistico e culturale”. L’opera di Aldo Castelli che ritrae il dittatore vestito da antico romano a cavallo di un destriero bianco con la spada in mano, esaltando i valori del fascismo, non può essere esposta in una scuola, non è un fatto artistico ma apologia di fascismo e quindi oltre i limiti della legalità”.
“L’apologia del fascismo – continuano i Gd – è un reato previsto dalla legge 20 giugno 1952 che all’interno della sua più ampia articolazione sancisce che chiunque pubblicamente esalti esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo compie reato. Esporre in uno spazio pubblico, perlopiù all’interno di un ambiente scolastico un ritratto “idealizzato” di Benito Mussolini come quello di Aldo Castelli non è forse una forma di esaltazione?”
“Scandaloso e pericoloso” sono invece le parole usate da Ilaria Mascetti del circolo di Rifondazione Comunista “Peppe Fanesi”: “Vogliamo riprendere le parole del del Professor Verna alla inaugurazione rispetto all’importanza di non negare il valore della storia e della sua esistenza, ma di tenerla sempre vicino a noi. Non potremmo essere più d’accordo in merito, se però la storia viene presentata come tale e non come trasfigurazione. Nel quadro altresì rintracciamo un ritratto vero e proprio: il Duce, dittatore italiano che rappresenta il periodo di decadimento più importante della nostra storia, portatore di ingiustizia e violenza. Riteniamo scandaloso e pericoloso reintrodurre una pala di 220 centimetri celebrativa di Mussolini, all’interno dell’aula maga di un istituto superiore”.
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Ai cari fascisti antifasciti,
suggerisco di andare a Roma, Stadio Olimpico, e abbattere gli obelischi con la scritta DUX. Ma dato che sono lì, potrebbero divellere anche i lastroni di marmo che riportano gli stessi caratteri.
Visto che si trovano nella Capitale, potrebbero abbattere la costruzione simbolo dell’EUR, quel palazzo ad archi, dove ogni arco rappresenta una lettera del nome “Benito Mussolini”.
Ma potrebbero anche distruggere la stazione Centrale di Milano, perché piena di richiami al fascismo. Inoltre, sempre a Milano, potrebbero far saltare in aria il palazzo dell’INPS, in piazza Missori, perché circondato da fasci…del resto la previdenza sociale fu introdotta dal fascismo.
Li invito ad andare a Bolzano, per demolire il Monumento alla Vittoria, disegnato da Piacentini su ispirazione di Benito Mussolini.
Arrivati a questo punto potrebbero recarsi a Salò per dar fuoco al Vittoriale degli Italiani, costruito da un fascistissimo D’Annunzio.
Inoltre non si potrà più tollerare che lo stadio Dall’Ara di Bologna resti in piedi, fu costruito in epoca fascista e il nome originario era proprio Stadio Littoriale
Poi sarà loro dovere andare a Predappio per cancellare ogni segno del Duce, quindi anche la sua tomba.
Per finire, li invito ad ultimare il lavoro iniziato sin dal dopoguerra dall’intellighenzia di sinistra, di censura e discredito del fascismo sui libri di storia moderna.
Continuate così, siete sulla buona strada per diventare fascistissimi antifascisti.
Concordo in tutto. Null’altro da dire.
…..Visto chi l’ha donato verificherei la provvenienza, più che il soggetto…….
Il problema non è il dipinto – per me può rimanere dove sta se si parla di arte, seppur minore – ma da un lato le proteste di chi recita le solite giaculatorie antifasciste che sanno solo di ritualità in fatti così poco significativi come quello in questione (ma pensassero ai veri problemi di oggi!) e dall’altro l’apologia del fascismo di gente come gundam che riduce il ventennio dittatoriale fascista a una operazione di “censura e discredito” operata dai soliti “komunisti” dell’intellighenzia di sinistra. Sono passati sessant’anni da quell’infausto periodo – che dovrebbe essere studiato con il distacco degli storici e la serenità degli intelligenti – e invece dobbiamo ancora avere a che fare con la stupidità di chi, da punti di vista opposti, vive un’ossessione.
Caro Galie,
la mia non è apologia, non è difesa del fascismo, la mia è difesa della storia, delle tracce del passato.
Sono un terribile anticlericale, ma quando ho avuto la fortuna di assistere al restauro di una chiesa, e ho scoperto che sotto i mattoni di un pilastro si nascondevano 3 colonne di epoca romana, ho provato una meraviglia indicibile.
Quando a Gaeta ho visto per la prima volta lo “Stendardo di Lepanto”, mi sono emozionato fino alle lacrime.
Quando a SBT la storia “ufficiale” si stupisce dei recenti ritrovamenti di epoca romana…come se Benedetto non fosse stato un soldato “romano”…mi rendo conto di quanto siamo ottusi, di quanta – troppa fede – prestiamo a quello che è già stato scritto.
Per questo difendo “ogni” traccia del passato. Anche i fazzoletti che i partigiani portavano al collo.
Saluti.
Un conto è dire quello che hai detto -correttamente – nel secondo post (che tuttavia, per coerenza, ti dovrebbe portare a difendere anche ogni cimelio della passata storia comunista da te tanto disprezzata e dubito che lo faresti con la stessa “emozione fino alle lacrime”), un conto è dire che l’intellighenzia di sinistra ha riscritto la storia a proprio piacimento “operando un’opera di censura e discredito del fascismo”. Se la logica ha un senso, è ovvio che da queste tue parole si può dedurre una indiretta rivalutazione del fascismo. Sono lieto quindi se i tuoi post sono solo una difesa della preziosa conservazione di tutti i documenti storici e non del fascismo e di tutti i similari regimi totalitari.
Sono concetti diversi.
Che la sinistra – per la legge del contrappasso – si sia appropriata della scuola e della sanità nella Repubblica Italiana, plasmandole, è un dato di fatto (dovrebbe sapere che negli uffici pubblici furono discriminati quanti non rinnegarono l’adesione al regime in gioventù).
Beh, magari tra 500 anni un mio discendente si commuoverà fino alle lacrime nel vedere qualcosa di comunista. Al momento – per mia ignoranza – non saprei con quale reperto di guerra sovietico paragonare lo stendardo di Lepanto.
…ecco…appunto, come volevasi dimostrare. Questa tua risposta conferma che avevo visto giusto. Con la scusa della difesa di “ogni traccia del passato”, hai veicolato le tue solite e ben note (su queste pagine) opinioni assieme alla triste faziosità. In quanto ai “reperti”, vedi un po’ se gli oltre 10 milioni di morti russi nella seconda guerra mondiale per affermare anche la libertà di esprimere le tue idee ti muovono un pochino a compassione. Certo, non sono visibili come lo stendardo di Lepanto…
Caro Galie,
ti avevo augurato una buonanotte, ma a quanto pare il direttore mi ha censurato l’augurio.
“Rivaluto” il fascismo in base a quale giudizio? Il tuo?
Beh, se mi dici che idea hai del fascismo, allora se ne potrebbe parlare. Tanto per essere chiari – per l’ennesima volta – ritengo semplicistico e poco intelligente vedere in 20 anni di storia italiana solo violenza, malvagità e povertà assoluta.
Buona giornata.
Hai detto bene: tu non “rivaluti” il fascismo perchè lo “valuti”, tutto sommato, positivamente. Le tecniche di comunicazione sono chiare. Solo gli sprovveduti non se ne avvedono. Non esiste una “mia” idea del fascismo. Esiste quanto ormai è acclarato da storici seri: il fascismo è stato, semplificando, un periodo di sottrazione delle libertà democratiche, di violenza, usurpazione e coinvolgimento in una guerra per la quale non eravamo preparati, stando, poi, dalla parte sbagliata. Non è certo il caso che io stia qui a discutere e a “revisionare” un periodo storico oramai bene studiato e valutato. Certo, il popolo italiano fu in gran parte connivente, qualcosa di buono (minimalia) fu fatto ma ciò non basta per cominciare una surreale discussione sul “se” il fascismo fu una cosa buona o accettabile, oltre “la violenza, malvagità e povertà assoluta”. E, prevenendoti, questo non vuol dire certamente accettare altri regimi totalitari come quelli comunisti dell’est o di destra dell’America latina degli anni Settanta. Comunque, guarda, ormai ci conosciamo. Non è il caso di continuare in un estenuante ping pong che non interessa nessuno. A parte le questioni religiose (dove tuttavia non ho il tuo furore, cercando di rispettare chi la pensa in modo diverso da me), saremo sempre su posizioni opposte. Lasciamo perdere. Grazie per gli auguri che contraccambio.